Concedeteci in apertura un po’ di romanticismo: la Fiorentina squadra più giovane del campionato, trascinata da Federico Chiesa (prodotto del vivaio, da sempre tifoso viola) ha vinto nel nome di Egisto Pandolfini. All’indomani della sua scomparsa. Vogliamo credere che gli occhi di Egisto, magari bagnati da qualche lacrima di commozione, abbiano guidato le fughe di Chiesa, le giocate di Muriel, le chiusure di Milenkovic, il balzo degno di un saltimbanco di Lafont. E poi la rivincita di Simeone che, ne siamo sicuri, stasera avrebbe avuto una carezza da Egisto. Magari accompagnata dalle parole… “Vai ragazzo, gioca come sai. E fai gol, che è quello che devi fare. Sopratutto porta rispetto ai tifosi, che ti vogliono bene”. Il 7-1 inflitto alla Roma racchiude tutti questi sentimenti. Dall’altra parte una realtà sconclusionata e presuntuosa (la Roma) punita da una manica di ragazzotti che hanno individuato l’obiettivo: la settima coppa Italia. Ora che il trofeo nazionale è tornato cosa di tutti: fuori il Napoli, fuori la Roma, fuori la Juventus. In attesa dell’Inter o della Lazio. Dentro Fiorentina ed Atalanta, come nel 1996. E noi, come nel 1996, speriamo e vogliamo finisca allo stesso modo. Seppur in semifinale…

QUANTO VALE FEDERICO CHIESA? La battuta correva da tifoso a tifoso: “Oh, se nel secondo tempo Chiesa non rientra, lo hanno già venduto”. Oppure: “Ho visto Andrea Della Valle esultare, forse stava già facendo i conti…” E infine: “Anche Cognigni era contento, ho letto nei suoi occhi il simbolo dell’euro”. Il riferimento era a Federico Chiesa che, secondo molti, sarà la cessione eccellente del mercato viola 2019. Si tratta solo di indovinare la cifra: 70, 80, 100, 120? Dopo la tripletta di stasera, vuoi non venderlo a meno di 120 milioni? Noi, in pagella, gli abbiamo dato 9,5 con la seguente motivazione: “Solo perchè la perfezione non esiste…” Eh già perchè… raramente abbiamo assistito ad una simile prestazione di un atleta: corsa, dribbling, tiro in porta (da dentro e da fuori area), leadership verso i compagni, in una parola la perfezione. O quasi… Pezzella è il capitano figurato, Federico Chiesa è il capitano reale. E tutti gli riconoscono il ruolo.

LO CEDO O NON LO CEDO? La domanda ci sorge spontanea: e se a maggio Chiesa venisse ceduto? Magari per 100 milioni di euro, a quel punto chi potrebbe opporsi? In teoria nessuno, in pratica… i tifosi. Con proporzioni ed effetti diversi, potrebbe succedere come per Roberto Baggio. Vi immaginate? Ancora una volta viene ceduto: 1) Il miglior calciatore italiano, e forse europeo. 2) Un prodotto del vivaio, comunque cresciuto calcisticamente (come Baggio) nella Fiorentina. 3) Chiesa verrebbe ceduto alla tenera età di 22 anni. Baggio fu ceduto a 23. Come si dice a Firenze? Se non è zuppa… Insomma, la cessione di Federico Chiesa come l’ennesimo schiaffo morale e materiale alla città. E allora, rivolgendosi ai Della Valle, vi diciamo: avete un’occasione più unica che rara, non vendete Chiesa per nessun motivo al mondo. Rinnovategli il contratto, rimandate il problema al 2020. Dopo gli europei. Così (e solo così) riconquisterete Firenze. Al contrario la cessione di Federico  vorrebbe dire rottura definitiva. Si tratta di scelte: stare nascosti per paura della sommossa, oppure essere apprezzati ed osannati dal pubblico di Firenze. Che è vero non fa sconti, ma neppure lesina amore e carezze. Basta che si rispetti la maglia viola, la sua grandezza. E la grandezza di Firenze, in questo momento, ha un nome ed un cognome: Federico Chiesa. Tutto il resto è noia… e plusvalenza.