4 Dicembre 2020 · 09:21
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Fiorentina con il 4-2-3-1? Segreti e movimenti di un modulo tanto caro a Prandelli

Una delle ipotesi di formazione vedrebbe il 4-2-3-1 come schema base. Sveliamo i segreti di questo particolare schema di gioco

Conseguentemente a quanto dichiarato da Cesare Prandelli in conferenza stampa, si parla molto dell’ipotesi di veder schierata la Fiorentina con il 4-2-3-1. Questo anche in considerazione del fatto che, consentirebbe meglio di qualsiasi altro modulo, di sfruttare l’intera rosa e le caratteristiche dei giocatori della Fiorentina.

La difesa andrebbe quindi schierandosi con una linea a 4, prevedendo nei fatti 2 ipotesi principali. La prima formata da Biraghi a sinistra, Pezzella e Milenkovic al centro e Lirola a destra.
Questo schieramento garantirebbe grande spinta laterale, con due esterni di difesa con grande predisposizione offensiva. Si presterebbe, quindi, in situazioni dove la Fiorentina si trovasse costretta a fare la partita. Vero anche che, in altri contesti, potrebbe invece prestare il fianco agli avanti avversari.

La soluzione B prevederebbe invece lo spostamento di Milenkovic sulla destra al posto di Lirola e l’inserimento di Caceres al centro a fianco di capitan Pezzella. Questa ipotesi assomiglierebbe molto, all’assetto denominato a tre e mezzo di pioliana memoria. In fase attiva infatti, Milenkovic diverrebbe un centrale che con gli scali di Pezzella e Caceres e l’avanzamento di Biraghi sulla linea dei centrocampisti, si metterebbe a tre.
Prandelli utilizzò questo sistema già nella sua esperienza di Firenze, con Ujfalusi a destra e Pasquale o Vargas a sinistra.

Davanti alla difesa avremmo Amrabat, Pulgar e Duncan, in lotta per due maglie, con i primi due favoriti, ma che, a prescindere da chi scenderà in campo, potrà assicurare il dovuto schermo al pacchetto arretrato.

La linea dei tre dietro la punta sarà verosimilmente formata da Ribéry, Castrovilli e Callejon nella posizione di trequarti, con Kouamé e Bonaventura come alternative. Importante sottolineare come le due alternative abbiano caratteristiche tecniche e tattiche ben distinte. Bonaventura a differenza di Kouamé potrebbe anche rappresentare un alternativa nel ruolo centrale, quello occupato da Castrovilli.

Le maglia della punta di riferimento se la contenderanno Vlahovic e Cutrone, anch’essi con caratteristiche molto diverse. Vlahovic molto dotato, sia da punto di vista fisico che tecnico, potrebbe anche interpretate il ruolo di falso nueve, come faceva Totti nel 4-2-3-1 di Spalletti. Cutrone invece é più abile in area di rigore e seppur meno dotato tecnicamente rispetto a Vlahovic, ha sicuramente più mestiere per quanto concerne i movimenti della punta.

Adesso vediamo invece nel dettaglio quali sono le caratteristiche specifiche che ha questo modulo tattico. Quali sono le peculiarità, i movimenti, le coperture e quant’altro.

IL 4-2-3-1
A contraddistinguere il modulo è la sua versatilità, che lo rende adattabile alle varie situazioni di gioco. Per la corretta applicazione, è necessario che gli interpreti siano istruiti sull’importanza dei movimenti da compiere senza palla. La linea difensiva non si discosta da quella di altri moduli (come il più elementare 4-4-2), contando infatti su due terzini ed altrettanti centrali.

I due centrocampisti più arretrati assumono le funzioni di mediani, dovendo collaborare sia in fase di interdizione che di spinta. Il terzetto avanzato è invece composto di due ali (esterni offensivi) e un centrale, cui sono demandati i compiti di trequartista. Lo schieramento può avere l’effetto collaterale di isolare il centravanti, che risulta essere l’unica punta in campo. Non potendo quindi ricercare la profondità con lanci lunghi, all’attaccante è richiesta una dotazione tecnica non comune: oltre alla finalizzazione, deve infatti saper favorire l’inserimento in avanti dei compagni di squadra. L’evoluzione recente del calcio, in particolare il tiki-taka, ha portato la stampa a rinominare «falso nueve» («falso nove» in spagnolo) la punta: il ruolo, infatti, può talvolta essere ricoperto da un calciatore senza caratteristiche prettamente offensive.
Tale accorgimento ha l’effetto di eliminare, per la difesa avversaria, un punto fisso di riferimento.

Una delle peculiarità di questo sistema di gioco è la propensione delle due ali alla fase d’attacco, le quali agiscono sempre alte e larghe.

Due sono i ruoli in cui gli interpreti possono avere caratteristiche completamente differenti: la punta e il trequartista.

Il ruolo di prima punta infatti non richiede necessariamente la presenza di un vero numero 9 ma può essere anche ricoperto da un “Finto Centravanti”; si pensi ad esempio a Totti nel 4-2-3-1 di Spalletti o a Fabregas nella nazionale Spagnola.


Anche il ruolo di trequartista può essere interpretato da giocatori con caratteristiche molto differenti tra loro; si pensi a Sneijder nell’Inter di Mourinho o a Perrotta nella Roma di Spalletti.

Ritornando agli esterni d’attacco, molto spesso vengono schierati a piede invertito per sfruttare i tagli e per essere più pericolosi quando vengono a ricevere tra le linee.

Ma è anche utile l’interscambiabilità dei 2 esterni d’attacco, al fine di togliere riferimenti fissi agli avversari.

POSSIBILI SVILUPPI IN FASE DI POSSESSO
CON PALLA AL DIFENSORE CENTRALE

Il mediano di centrosinistra, corrispondente al difensore di centrosinistra, si muove incontro mentre si alza, con il trequarti che adatta la sua posizione. Questa soluzione è rischiosa qualora la posizione del mediano di sinistra non sia quella ottimale. Questa possibilità è da adottare solo se la squadra avversaria non attua un pressing offensivo.

Una soluzione più congeniale è invece quella che vede abbassarsi il mediano di sinistra e alzarsi il mediano di destra, con il trequartista che adegua la sua posizione.

CON PALLA AL CENTROCAMPISTA CENTRALE

Questi può aprire in fascia per il terzino corrispondente, il quale riceve allineandosi al reparto di centrocampo; oppure può giocare per l’ala corrispondente o per l’ala opposta tramite un lancio lungo.

La tendenza è che l’ala più vicina si accentri liberando lo spazio al terzino, mentre l’ala opposta rimane piuttosto larga (non eccessivamente, per non rimanere fuori dal gioco).

Il centrocampista può comunque verticalizzare su uno dei due riferimenti centrali avanzati (trequartista – attaccante)
due dovranno essere abili nel combinare i loro smarcamenti in modo che uno venga sempre incontro e l’altro attacchi la profondità o che rimanga pronto per farlo

Il terzino si sgancia verso la zona cross mentre l’ala corrispondente, presa visione delle intenzioni del compagno, si accentra liberando lo spazio e proponendosi per la ricezione in zona di rifinitura interna. I due riferimenti avanzati, ovvero la punta ed il trequartista centrale, si preoccupano di liberare lo spazio all’ala.

Un’ulteriore possibile sviluppo possibile è quello che vede il terzino ricevere ancora lontano dalla linea di fondo campo, subito l’ala gli si sovrappone internamente.

Con palla giocata su i due vertici centrali venuti incontro, questi può scaricare su un mediano, il quale può subito verticalizzare nello spazio per la punta o per una delle due ali in taglio.

Può anche succedere che la punta venuta incontro scarichi per il compagno di reparto che non si era mosso in profondità per mancanza di spazi. Questo può quindi andare alla conclusione o verticalizzare sul taglio dell’ala

Se uno dei due difensori centrali è abile coi piedi, un’altra soluzione può essere quella di alzare il trequartista; dando così la possibilità ad uno dei due centrocampisti di alzarsi per cercare una zona di rifinitura più avanzata.

CON PALLA SULL’ ESTERNO

Movimento incontro dell’esterno alto a ricevere tra le linee, il trequartista si inserisce nello spazio creato in fascia e subito lo serve in profondità; oppure se vi è troppa distanza fra i due giocatori, si preferisce servire il vertice offensivo mossosi sul corto.

FRA IL ROMBO D’ATTACCO LE POSSIBILI SOLUZIONI SONO INVECE:

combinazione fra punta e trequartista;

movimento a tagliare verso la zona cross (taglio divergente) de trequartista con palla in possesso di una delle due ali;

filtrante del trequartista per la punta che attacca la profondità o viceversa;

combinazione tra ala e trequartista o punta venuti incontro;

con palla aperta, filtrante della punta o del trequartista in favore delle ali che tagliano verso la porta o verso la zona cross;

ala che conduce verso la porta (ecco uno dei motivi perché gli esterni vengono schierati coi piedi invertiti), il trequartista gli si sovrappone in fascia nel caso il terzino sia in ritardo nell’inserimento;

SUI CROSS, spesso effettuati dai terzini piuttosto che dagli esterni alti, visto che questi sono chiamati ad accentrarsi in diverse circostanze:

punta e trequartista si dirigono verso il primo e il secondo palo;

l’ala opposta taglia dentro l’area portandosi alle spalle di punta e trequartista;

uno dei due mediani, solitamente quello opposto al cross, si porta al limite dell’area;

l’ala corrispondente al terzino che crossa, si porta nei pressi dell’apice dell’area di rigore

Ulteriori Considerazioni sulla Fase di Possesso

Il sistema di gioco è improntato su una fase di possesso incentrata sulla mobilità collettiva e sulla varietà delle soluzioni, lavorando molto sui movimenti corali del rombo d’attacco e coordinando a questi le scelte di mediani e terzini.
La costruzione prevede quasi esclusivamente il fraseggio corto.
I quattro giocatori avanzati, oltre ad agire piuttosto vicini tra loro, soprattutto punta e trequartista, sono molto mobili e portati ad interscambiarsi le proprie posizioni anche durante lo svolgersi dell’azione.

Il 4-2-3-1 si differenzia dal 4-4-1-1 perché il rombo d’attacco, quando la squadra è in fase di non possesso, non da sempre il suo apporto tramite rientri profondi; ciò però comporta il vantaggio che questi siano subito pronti a proporsi quando la squadra riconquista palla.

La conseguenza è che avremo una squadra molto abile nello sviluppo di azioni di rimessa che coinvolgano principalmente i quattro elementi avanzati.

Fase di Non Possesso

La tendenza è quella di trasformarsi in un 4-4-1-1, proteggendo i due difensori centrali con l’arretramento dei due mediani a ridosso della difesa e coi rientri delle due ali per impedire situazioni di soprannumero nei confronti dei propri terzini.

I due esterni d’attacco sono chiamati a compiere le diagonali di copertura almeno quando l’azione avversaria si sviluppa a squadre schierate.

Trequartista e punta sono invece invitati al pressing alto sui difensori centrali, mentre quando non sono impegnati direttamente nell’aggressione, il trequartista rimane piuttosto alto, non integrandosi nella linea mediana ma disturbando eventualmente il “regista” avversario.

Il possibile rischio è quello di subire alcune ripartenze!!

Visto che le ali non sempre riescono a rientrare e che i due centrocampisti tendono ad accompagnare molto l’azione, considerato inoltre che i terzini sono chiamati a partecipare alla manovra offensiva, le transizioni negative sono il pericolo maggiore.

Il mister dovrà impartire chiare direttive su quali comportamenti attuare in caso di palla persa.

Essere aggressivi,compatti e organizzati nell’immediata riconquista della sfera, sembra essere una via che sempre più squadre cercano di attuare, ma la squadra deve essere assolutamente convinta della scelta fatta dal mister. Come in tutte le “strategie”, la condivisione di un’idea è fondamentale per il raggiungimento di uno scopo.

Nel caso che l’esterno alto sia impossibilitato a ripiegare per oggettiva impossibilità o per mancanza d’applicazione tattica, sarà il mediano più vicino ad uscire in pressione sul terzino avversario, cosicché i nostri due terzini possano rimanere in posizione. Quest’ultimi escono solo se non hanno avversari diretti nella loro zona ed il portatore è ormai prossimo a loro.

In occasione di cross dalle corsie laterali, il terzino corrispondente va in chiusura, mentre gli altri tre difensori stringono le loro posizioni, mentre i due mediani vanno in chiusura nei pressi del dischetto del rigore e del limite dell’area.

In questi frangenti sono spesso le ali a dimostrarsi poco propense nello scalare alle spalle del proprio terzino, se questo è troppo accentrato. Ecco quindi che i problemi possono nascere in caso di traversoni lunghi verso il lato debole della difesa.

Considerazioni sul Pressing
Vista la presenza del rombo d’attacco, è possibile adottare un pressing offensivo o addirittura ultra offensivo. Le due ali accorciano sui due terzini avversari, la punta si occupa del difensore in possesso mentre il trequartista oscura il passaggio sul metodista; alzandosi eventualmente sull’altro difensore centrale qualora il portatore sia in evidente difficoltà.

L’azione viene forzata poi verso le corsie esterne.

a cura di Marzio De Vita

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