27 Gennaio 2021 · 00:27
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Esclusiva Rossitto: “Domenica squadra senza personalità. Fiorentini vogliono vedere spirito del calcio storico”

Il doppio ex racconta la sfida del Friuli

L’undici di partenza a Wembley

A poche ore dal calcio d’inizio di Udinese-Fiorentina, gara valida per il quarto turno di coppa Italia, abbiamo contattato in Esclusiva l’ex viola e bianconero Fabio Rossitto. Il centrocampista di Aviano ha militato dieci stagioni in Friuli, prima di trasferirsi a Firenze per tre anni dove ha vissuto anni di successi in Champions e coppa Italia, ma anche la retrocessione del 2002. Oggi allena in serie D friulana la compagine del Chions.

Fabio Rossitto, ora tecnico del Chions

Buongiorno Fabio, con quale spirito arriva l’Udinese a questa gara?

“Gli uomini di Gotti sono in salute. Ho avuto modo di vederli col Sassuolo, al quale non hanno concesso praticamente niente. Nell’ultima gara col Genoa non hanno fatto una gran partita ma alla fine il successo è meritato. Il mercato di ottobre ha notevolmente alzato il tasso tecnico della squadra, Pussetto-Pereira e Deulofeu sono calciatori di tecnica che vanno ad arricchire il gruppo dei titolari. Sicuramente i bianconeri arrivano con l’animo leggero alla gara di domani pomeriggio”.

 

A Firenze la situazione è ben diversa. Che idea ti sei fatto?

“La squadra mi pare carente di personalità, l’ultima gara col Benevento ha denotato proprio che mancata la reazione d’orgoglio dopo il gol subito. La proprietà Commisso va ringraziata per essere arrivata a Firenze, ce l’avessero da altre parti un proprietario passionale e desideroso di dar crescere i risultati degli ultimi anni. Poi è chiaro che dovrà in qualche modo essere assecondato nella volontà di costruire uno stadio all’altezza, esigenza necessaria per fare il definitivo salto di qualità”.

Per te è un bene tornare subito in campo?

“Decisamente sì, il nuovo tecnico Prandelli è un maestro, conosce la città e anche se lo stadio non può essere riempito la domenica sa sentire il polso alla città. È un tecnico che capisce che il fiorentino vuol vedere gli occhi della tigre nei suoi beniamini. La coppa è l’occasione ideale. Come fu ai miei tempi..”.

Hai giocato con campionissimi come Batistuta e Torricelli, com’era lo spogliatoio con loro?

“Erano gente che prima di scendessimo campo aveva nel sangue un po’ dello spirito del calcio storico. Rui Costa, Di Livio, ti chiedevano di andare in campo ed uccidere gli avversari”.

Sei stato fra i “Leoni di Wembley”. Ci racconti un aneddoto in particolare di quella serata?

“Ricordo che appena arrivammo a Londra il giorno prima mi giunse la notizia della nascita di mia figlia, una gioia clamorosa. Poi l’indomani quando ci stavamo trasferendo in pullman verso lo stadio, ricordo che non fummo scortati dalla polizia e rimanemmo ingolfati nel traffico londinese. Facemmo in tempo a fare due minuti di riscaldamento e forse fu un bene..infatti dopo un primo tempo di copertura cominciammo a carburare e creare azioni, fino a quando Bati servito da Heinrich fece quel gol strepitoso. Quel giorno capiì quanto era bello difendere i colori di Firenze. Questo oggi lo devono capire soprattutto i giocatori, chi indossa il viola deve uscire dal campo con la maglia zuppa di sudore”.

Fabio Rossitto, Fiorentina

Torneresti volentieri a lavorare a Firenze?

“Sono friulano e da quando sono allenatore ho sempre rinunciato ad offerte vantaggiose ma che mi avrebbero fatto allontanare dalla mia terra. Beh per la Fiorentina farei un’eccezione, mi piacerebbe allenare le giovanili per trasmettere loro che per emergere serve fame di arrivare”.

Marco Collini

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