25 Ottobre 2020 · 02:13
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Esclusiva LV, Sind. San Severino Marche: “Bonaventura sarebbe un capitano perfetto. Vi racconto…”

"Sono stata davvero entusiasta quando ho saputo che la Fiorentina era interessata a Jack. Il viola? Sicuramente nel nostro destino"

Di Lisa Grelloni

Per scavare nel passato di Giacomo “Jack” Bonaventura abbiamo avuto il piacere di intervistare Rosa Piermattei, sindaco di San Severino Marche, sua città natale, nella quale il neo calciatore viola, attaccatissimo alla sua terra, si è sposato lo scorso 8 agosto e dove ha iniziato la sua carriera calcistica. Un legame sempre più speciale quello che si è instaurato tra la città marchigiana ed i fiorentini.

Quant’è importante per una comunità di piccole dimensioni avere un cittadino come Giacomo Bonaventura che porta in giro per l’Italia il nome del vostro comune?

“Credo sia importantissimo non solo per la promozione che Giacomo fa della nostra realtà e del nostro territorio ma anche per il messaggio positivo che, da sempre, lui sa trasmettere. La sua genuinità, il suo saper essere bello nel vero senso della parola, ci rappresenta in qualche modo appieno. E rappresenta la vera “marchigianità”, l’attaccamento al lavoro, alla fatica, il non tirarsi mai indietro soprattutto di fronte alle difficoltà della vita. Quando torna nella sua San Severino Marche, Giacomo è Giacomo e basta. Sorridente, disponibile con tutti. E’ facile incontrarlo con gli amici di sempre cui è restato legato da un amore fraterno e con i quali condivide, oggi come ieri, la stessa piazza. Una delle più belle piazze d’Italia e lui lo sa bene visto che ama spesso tornare qui!”

Da dove nasce la passione di Giacomo per il calcio?

“La sua è una passione che arriva da molto lontano, dai quattro calci improvvisati sotto casa con i ragazzini sui vicini e con i compagni di scuola. Una passione che è cresciuta nelle formazioni locali della Settempeda, società storica che si è mantenuta in vita negli anni e che ha visto nascere e crescere tanti talenti, dove sicuramente ha avuto ottimi insegnamenti. Gli stessi che gli hanno consentito di entrare in questo mondo dopo aver fatto una bella gavetta e che gli hanno permesso, dopo anni di fatiche e impegno, di coronare un sogno che è stato quello di indossare la maglia del Milan. Oggi quel sogno continua in un club non meno prestigioso”.

Può raccontarci un aneddoto?

“Posso raccontarvi un aneddoto che non è legato direttamente alle sue avventure sportive, anche se credo che per Giacomo sia stato il goal più importante mai segnato lontano dal terreno di gioco. Qualche settimana fa ho ricevuto una sua telefonata. Mi ha detto un po’ emozionato: “Rosa vorrei sposarmi a San Severino Marche”. Pensavo mi volesse invitare a seguire un’amichevole, la data era fuori campionato. Dopo una breve pausa mi ha chiesto subito dopo: “Vorrei fosse lei, se è libera, a celebrare il mio matrimonio, mi sposo con Federica”. Mi sono emozionata, sono quasi scoppiata in lacrime per la gioia di vedere finalmente questi due ragazzi insieme”.

Un ricordo che lei ha legato alla carriera di Jack…

“Credo sia un ricordo che condivido con molti e cioè Giacomo rimasto solo in campo, a San Siro, dopo l’incontro con il Cagliari. Nessuno sugli spalti in uno stadio immenso, tribune svuotate dall’emergenza Coronavirus. Tutt’intorno a lui, dunque, il silenzio. Jack che fa qualche passo quasi sospeso in aria, poi che si ferma e che torna indietro per prendere le scale dello spogliatoio. Le lacrime che sono scese in quegli istanti dai suoi occhi sono state le stesse che hanno bagnato gli occhi di migliaia di persone, suoi tifosi ma non solo, che hanno assistito così alla sua ultima partita con la maglia del Milan”.

Giacomo ha militato a Margine Coperta in Toscana, venne preso dal presidente Bongiorni quando giocava ancora nelle Marche. All’epoca era centrale di centrocampo, si piazzava davanti alla difesa. Lei lo rivede in quella zona di campo? Ha mai pensato di dargli le chiavi della città o un particolare riconoscimento?

“Non seguo così tanto il calcio da poter dire tecnicamente in quale zona del campo potrebbe star bene. Sicuramente vedo lui molto bene con la fascia da capitano perché conosco che persona è, i valori che ha dentro e quello che può trasmettere. Certo che ho pensato di dargli un particolare riconoscimento, ma non l’ho pensato oggi che passa da un club di prima fascia ad un altro, l’ho pensato ancor prima che diventasse così famoso. Giacomo non ha bisogno di ricevere le chiavi della città perché la città di San Severino Marche è casa sua! Non deve certo nemmeno bussare per entrare…”

Diversi quotidiani hanno svelato il retroscena legato al suo matrimonio ad agosto, conferma le insistenti voci che parlavano di un principio di accordo già con i Viola?

“Il giorno del matrimonio non abbiamo parlato di calcio. Gli ho solo alzato la palla dicendogli: “Vuoi sposare la qui presente Federica?” e lui è andato subito a rete. Senza pensarci un attimo!”

Dopo l’ufficialità del suo passaggio alla Fiorentina l’ha sentito? Le ha detto qualcosa su questa nuova esperienza? Oppure vorrebbe mandargli un messaggio tramite noi?

“Gli ho fatto gli auguri per questa nuova esperienza. Conosco molto bene la Fiorentina per i legami che, per lavoro, mi legano fortemente alla famiglia Della Valle che ne è stata proprietaria fino a poco tempo fa. Conosco molti dirigenti della società con cui ho ottimi rapporti. Sono stata contenta, entusiasta, quando ho saputo che erano interessati a Giacomo. Ho fatto il tifo per lui, ovvio. Meritava questa maglia che è una maglia di grande prestigio in un club come quello viola”.

Nel 2018 è stata inaugurata la scuola elementare ricostruita dopo il sisma che ha colpito il centro Italia con i fondi della Fiorentina e degli ex proprietari viola, i Della Valle. A lei consegnarono Cognigni-Antognoni una maglia della Fiorentina, il viola era quindi in un certo senso già nel destino della vostra cittadina?

“Il legame che c’è e che oggi è veramente fortissimo è stato rinsaldato in una serie infinita di occasioni. Sentiamo la Fiorentina, e devo dire i fiorentini, a noi molto vicini. Sicuramente era tutto già scritto nel nostro destino. Siamo grati agli ex proprietari della società, i Della Valle, cui sono particolarmente legata come dicevo. Società, tecnici, dirigenti e calciatori, sono stati straordinari con noi e con la nostra città. Tantissime persone il giorno dell’inaugurazione della scuola furono colpite da quel gesto che non passò certo inosservato come non venne ignorata la presenza di Andrea Della Valle alla cerimonia, segno evidente di un attaccamento profondo alla nostra terra. Quel gesto simbolico ha avuto per me, e per la città dove sono sindaco, sicuramente un profondo significato. E ancor più profondo è stato il significato delle tante azioni che hanno visto in prima linea nel venire in nostro aiuto dopo le scosse la Fiorentina. Abbiamo ricevuto moltissimo anche da iniziative cui è stata data minor enfasi pubblica ma che sono state per noi di vitale importanza. Giacomo è stato uno dei primi personaggi famosi, perché ha vissuto seppur lontano da qui quello che tutti noi stavamo vivendo in quei drammatici giorni, si è fatto vivo, ci è stato vicino. La solidarietà ricevuta, i messaggi raccolti, ci hanno permesso di guardare avanti con fiducia. E anche di rialzarci, pure se la strada verso il ritorno alla normalità è ancora molto lunga e la partita della ricostruzione non è certo vinta”.

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1 COMMENT

  1. Noi settempedani ammiriamo molto Jack, soprattutto per la sua onestà e per il suo animo buono, oltre che per la sua indiscutibile bravura. Poi abbiamo un’ammirazione sconfinata per il nostro Sindaco, sempre in prima linea, disponibile, attento. Grazie a tutti e due!

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