Nel recupero dell’ultima giornata del girone di andata la Fiorentina, almeno per un tempo, rivede i fantasmi del passato. Infatti, sul campo del Pescara ultimo in classifica ed a caccia della vittoria (sul campo) in Serie A che manca proprio dallo 0-2 sul campo dei viola datato gennaio 2013, la squadra di Sousa concede un tempo agli abruzzesi, salvo poi emergere nella ripresa grazie alla qualità dei suoi interpreti.

In un pirmo tempo avaro di emozioni il guizzo decisivo che fa capitolare la retroguardia viola è di Caprari, abile al 14′ a sfruttare il posizionamento approssimativo dei centrali di Sousa per portare in vantaggio i suoi.

All’intervallo Sousa cambia l’assetto giocandosi la carta Federico Chiesa, arrivato a Pescara in condizioni precarie ma comunque inserito al posto di Tomovic, con Maxi Olivera ad abbassarsi sulla linea dei difensori.

E’ proprio il neontrato Chiesa che, al 47′ della ripresa, si libera sulla trequarti per poi scaricare un violento destro che sorvola di poco la traversa della porta difesa da Bizzarri. Al 53′ la Fiorentina va vicina al pareggio: Chiesa conquista un prezioso calcio di punizione al limite del quale si incarica Ilicic, lo sloveno colpisce il palo e sulla respinta si avventa prontamente Babacar, pescato però in fuorigioco dall’assistente dell’arbitro Russo. Sembra che l’unico modo per scardinare le maglie (strettissime) della difesa di Oddo sia una prodezza individuale che, puntualmente, arriva al 68′: è infatti Tello, fra i più ispirati oggi, a rientare verso il centro per beffare Bizzarri con un preciso destro a giro. La svolta all’ultimo minuto di recupero: è ancora Tello che, con un insidioso cross dalla sinistra, sorprende nuovamente l’estremo difensore del Pescara per il 2-1 finale.

Un finale al cardiopalma che quindi regala tre punti fondamentali alla Fiorentina che rimane così a pieno titolo in piena corsa per l’Europa.

Gianmarco Biagioni