Una disfatta incredibile. La Fiorentina esce con le ossa rotte ed il morale sottoterra dalla trasferta alla Sardegna Arena: il Cagliari dilaga, 5-2 il passivo finale, contro una viola mai realmente in partita. Che fosse difficile era nell’aria, considerato il momento d’oro vissuto dai sardi, ma che la squadra di Montella potesse liquefarsi in questo modo – ancora una volta con Ribery assente, vero leader tecnico e spirituale – davvero in pochi se lo sarebbero aspettato. L’aeroplanino propone l’ormai consueto 3-5-2 e lancia Dusan Vlahovic dal primo minuto per sopperire all’assenza dell’asso francese. Da applausi la celebrazione congiunta del capitano Davide Astori nel primo quarto d’ora: commozione reciproca per l’indimenticabile numero 13 di entrambe le squadre.

Preme subito il Cagliari in apertura: l’ex Simeone raccoglie un pallone vagante sotto porta, ma fallisce clamorosamente il bersaglio. La replica viola è affidata al cross di Pulgar per la deviazione di German Pezzella che, siamo al quarto d’ora, esce di nulla. Sembrerebbe un botta e risposta pugilistico: nulla di più sbagliato.
Un minuto dopo imbucata geniale di Nainggolan che libera Rog solo davanti a Dragowski: destro imparabile per l’estremo difensore polacco. I viola provano a reagire, ma la maniglia dello sprofondo si è già aperta: al 26′ Pisacane raddoppia girando di testa sugli sviluppi di un corner, mentre al 34′ arriva il tris con un beffardo gol di tacco di Simeone, ancora una volta imbeccato da Nainggolan. La Fiorentina, arrendevole fin dalle prime battute, prova a scrollarsi il torpore con un bolide di Chiesa in chiusura della prima frazione, ma la palla si impenna sopra la traversa.
Ripresa: subito dentro Sottil per Lirola, ma lo spartito non cambia. Lo squillo di Dalbert in apertura – sinistro potente dal limite – fa sperare di riaprirla, ma Olsen dimentica ancora una volta di essere il portiere incerto visto in maglia Roma e compie un miracolo. Quasi goal, goal avversario: la legge ancestrale del calcio si mette subito al lavoro e al 54′ la débâcle diventa completa: Nainggolan, ancora lui, borseggia un pallone sanguinoso a Badelj e mette in porta Joao Pedro per il quarto goal rossoblu. Finita qui? Nemmeno per idea: al 65′ il belga si inventa uno dei suoi eurogoal e trafigge Dragowski dai 25 metri per il 5-0 sardo. La Fiorentina segna la rete della bandiera al 75′: l’unica soddisfazione di una giornata orribile è condensata nella prima rete in serie A di Vlahovic, che stoppa un cross di Dalbert e la infila all’angolino di sinistro. Nel finale c’è spazio anche per la doppietta del giovane centravanti, unica soddisfazione di una giornata all’arsenico: al minuto 87 libera un sinistro che scheggia il palo e finisce in rete. Si chiude così un pomeriggio da film horror per Montella e i suoi: squadra e società adesso dovranno riflettere sui motivi di un’imbarcata colossale.