Thereau sfugge a Tomovic (facile), cross e colpo di testa di Simeone. Ecco, l’ultima cosa bella della Fiorentina è questa qui: un cross, un gol, un’illusione e una sosta infinita utile a metabolizzare la malinconia. Poi i cross li hanno fatti gli altri. Sul primo Castro viene lasciato solo, sul secondo lo stesso argentino inventa una deviazione aerea sul palo lungo da strappare gli applausi. Cross e ancora cross. Più facile subirli che farli, per la Fiorentina di Stefano Pioli. Almeno fino ad oggi. Icardi, Castro e quel palo benedetto di Palacio. I dieci gol subiti d’altra parte raccontano di una Fiorentina vulnerabile, i dieci gol fatti un po’ illudono, perché bisogna metterci dentro anche i cinque di Verona, che fanno testo il giusto.

In ogni caso le cifre non sono certo drammatiche. Un po’ tristi, semmai. In linea col gioco messo in campo fino ad oggi dalla squadra di Pioli, che comunque ha sicuramente molti margini di miglioramento, anche se il tempo per il rodaggio sta per finire e il buon Pioli è deciso ad approfittare di un calendario non certo terrificante (Udinese, Benevento, Torino e Crotone) per rallegrare un po’ la classifica e i cuori dei tifosi. Resta il fatto che i cross mancano, e se i mille discorsi intorno al sistema di gioco sono figli di un momento no e anche del fatto che mancano argomenti alternativi, di sicuro il tecnico sta lavorando per far crescere la squadra soprattutto sulle linee esterne, quelle che fino ad oggi hanno reso meno del previsto.

Repubblica, Benedetto Ferrara

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