Borja Valero: “Per amore della Fiorentina non potrò mai giocare nella Juventus. Ecco perché sono andato via da Firenze”

"Non è colpa dei Della Valle se sono andato via. Che avessi finito la mai avventura in maglia viola l'ho capito a giugno" Borja Valero si confessa alla Gazzetta dello Sport

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Borja Valero ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, queste le sue parole:

“Champions? Ci sono andato molto vicino a giocarla nel mio primo anno a Firenze, nel 2013, ma il Milan ci soffiò il terzo posto in un modo strano… La Champions è la più bella competizione del mondo, vorrei tanto tornare a giocarla”.

Lei alla Juve sarebbe mai andato?“No, mai. Anche perché so cosa significa per un tifoso fiorentino”.

Lo prendiamo come un messaggio a Bernardeschi? “Ognuno fa le scelte che crede”.

A Firenze la Juve l’ha già battuta più di una volta… “La Juve è forte, ma non imbattibile. Basta affrontarla senza timore, guardandola negli occhi. Lo hanno confermato squadre che ora le sono più vicine e che hanno mostrato un ottimo calcio”.

L’Inter è vicina a Vecino, suo compagno a Firenze. Che giocatore è? “Un ragazzo giovane e molto forte, con grandi margini di miglioramento. Quando parte palla al piede è molto difficile fermarlo. E ha un buon tiro”.

Il legame con Firenze è così forte che si è fatto tatuare sul braccio le coordinate del Ponte Vecchio.
“Sì, un giorno con mia moglie e due amici fiorentini abbiamo deciso di scriverci per sempre sulla pelle l’amore per quella città”.

Quando ha capito che la sua avventura in viola non sarebbe proseguita?
“Già all’inizio della scorsa stagione, con il cambio della direzione sportiva, ho avvertito segnali poco belli e che si stava rompendo qualcosa. Poi la certezza è arrivata a giugno, quando l’Inter si è fatta avanti con tanta insistenza”».

Perché ha ringraziato pubblicamente i Della Valle, se sono loro che stanno sopra a Pantaleo Corvino, il dirigente con cui lei non ha legato e che non nomina mai?
“Perché sono stati i Della Valle ad avermi portato a Firenze. Se poi loro hanno scelto quella direzione sportiva, capisco che non possano contestarne le scelte”.

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