Natale senza i Della Valle. Non è un cine panettone di De Laurentiis, ma una cena nel Salone dei Cinquecento andata in scena mercoledì, giornata in cui la Fiorentina ha deciso di anticipare il Natale di un bel po’. Fin qui niente di strano, mettere tutti insieme non è mai facile. E, detto tra noi, non ha sorpreso i più neanche l’assenza della famiglia padrona, che d’altra parte ha anche ufficializzato la propria distanza ormai da mesi. Distanza “teorica”, perché non esiste dirigente che non ci tenga a ricordare che la famiglia è sempre vicina e molto legata a Firenze e alla Fiorentina, così legata che un giorno il sindaco Nardella è dovuto partire per Casette D’Ete e parlare col numero uno per capire le reali intenzioni su Fiorentina, stadio, annessi e connessi.

Buffo, no? Com’è divertente anche questo “Ci sono anche se non ci sono” soffiato in giro e il grande tormentone sul ritorno del fratello minore allo stadio. Sì, dai, no, forse no. Chissà. È chiaro che un Della Valle si rifarà vivo solo quando ci sarà qualcosa di importante da dire, ma è più questa ansia del «tornano non tornano», che l’assenza stessa a pesare un po’. E comunque poco cambia, anche perché il numero 3 si alza e prende la parola. È lui, il presidente Mario Cognigni. L’idea degli obiettivi infiniti apre orizzonti nuovi, quasi metafisici. Come avrebbe gridato Buzz Lightyear di Toy Story, lanciandosi nel vuoto: “Verso l’infinito e oltre”.

L’articolo intero di Benedetto Ferrara in edicola con La Repubblica

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