Tre uomini e una strada. È davanti ai loro occhi, è in salita, piena di sassi e di tranelli. La Fiorentina ricomincia da qui, dalle sue fragilità, dal suo orgoglio. Difficile capire quale sarà la reazione al ritorno alla routine, alla necessità di rimotivarsi per ottenere buone prestazioni e risultati. Chi vive dentro lo spogliatoio dice che questa tragedia potrebbe rappresentare una vera scossa, una spinta per puntare decisi a una maturazione vera e propria. Le difficoltà aiutano a crescere. E questo è vero. Però non sarà uno scherzo. E i tre uomini sono lì, a guidare il gruppo in questo trekking esistenziale.

Uno di loro si chiama Andrea Della Valle, e domani sarà di nuovo qui per trascorrere un pomeriggio e una mattina insieme ai suoi giocatori. E con Stefano Pioli, col quale molto probabilmente andrà a cena venerdì sera, per fare il punto su tutto. Ecco, il tecnico è il secondo uomo. Poi c’è Milan Badelj, il nuovo capitano, quello che ha sulle spalle una responsabilità forte. Lui sta cercando di rimettere in piedi lo spirito del gruppo. Non è facile, ma qualcuno deve farlo.

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