Vittoria Fiorentina? Corriere Fiorentino: “Questione di testa ma soprattutto di amore proprio”

La Fiorentina doveva dare una risposta a se stessa

18 maggio 2026 09:57
Vittoria Fiorentina? Corriere Fiorentino: “Questione di testa ma soprattutto di amore proprio” -
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Questione di testa e motivazioni, ma soprattutto di amor proprio, ben oltre il valore simbolico della partita. Stavolta, forse più di ogni altro aspetto, la Fiorentina doveva una risposta a se stessa. E così è stato. Nella gara segnata sul calendario da tutto l’ambiente, contro la Juventus, la squadra di Vanoli, dopo aver ottenuto l’aritmetica salvezza lo scorso fine settimana e al tramonto di una delle stagioni più travagliate della propria storia recente, si è concessa un momento di ritrovato orgoglio sfoderando una prestazione inappuntabile. Per la capacità di contenere, ripartire, colpire, e ottenere tre punti.

A mente sgombra, certo, il che rende ancor più dolceamaro il rapporto tra una partita così e i saliscendi stagionali, anche perché le scelte di Vanoli erano andate nel solco della continuità: Pongracic e Ranieri a guidare la difesa, Ndour con Brescianini (e non Mandragora) come interni, e poi Solomon e Parisi a supporto di Piccoli. Rispetto alla Fiorentina reduce da un gol nelle ultime quattro partite e dai timorosi pareggi con Lecce, Sassuolo e Genoa, oltre al pesante 4-0 di Roma, la sfida di Torino ha avuto però tutt’altra storia. In primis per un approccio ordinato e preciso, fin dai primi minuti di gioco.

Dopo aver assorbito senza particolari apprensioni i tentativi della Juventus, la squadra di Vanoli ha lentamente preso le misure sulle amnesie in fase di non possesso dei bianconeri, apparsi sfilacciati e disattenti nelle marcature preventive. E così al 34’, alla prima vera sortita, i viola sono passati con un’azione personale di Solomon, che ha avuto tutto il tempo di accentrarsi, attendere l’inserimento di Ndour e poi servirlo: bravo il centrocampista viola a evitare il rientro di Koopmeiners e superare sul proprio palo Di Gregorio. Primo tiro in porta, primo gol, un classico (negativo) della stagione della Juventus sfruttato ad hoc anche dalla Fiorentina.

La prima frazione, con i viola costretti a sostituire Parisi per infortunio poco prima del gol, si è conclusa con una Fiorentina più lucida con il pallone tra i piedi e poi brava a contenere i 13 cross tentati dai bianconeri, con il 62% di successo sui duelli aerei. Il secondo tempo è stato più di sofferenza, ma i viola non sono mai stati messi realmente all’angolo dall’avversario, anzi.

Gli uomini di Vanoli hanno sì abbassato il proprio baricentro, ma per quanto i numeri siano stati chiaramente dalla parte dei padroni di casa (26 tiri di cui 17 da dentro l’area nei 90 minuti) non hanno mai dato la sensazione di capitolare, soprattutto grazie alla prestazione stellare di De Gea: 9 le parate dello spagnolo, salito così a 36 su 42 conclusioni in porta subite (per un’irreale 85,7%) nelle ultime otto di serie A. Dopo il sospiro di sollievo per il gol annullato a Vlahovic per fuorigioco al 70’, la pennellata del subentrato Mandragora da fuori area ha chiuso i conti nel finale, regalando 3 punti alla Fiorentina, ora a quota 41.

La squadra viola ha così allungato la propria striscia positiva a quattro partite (due vittorie e due pari) nelle ultime due stagioni contro la Juventus, complicando oltretutto i piani Champions bianconeri: un sorriso in più per avvicinarsi all’atto finale contro l’Atalanta e alle dirimenti e numerose scelte estive da prendere. A fine partita il presidente Giuseppe Commisso e sua madre Catherine hanno chiamato dagli Usa il dg Ferrari per complimentarsi con la squadra, sottolineando l’importanza di vincere una partita così sentita. Lo scrive il Corriere Fiorentino.