Tra Ventura e Sousa è dilemma Bernardeschi, il suo ruolo è quello di esterno nel 4-3-3. Ma adesso…

Il ruolo è un rebus, se poi ci aggiungiamo la confusione tattica dei suoi allenatori...

Il ruolo? Un rebus. Le scelte tattiche di Sousa o ora anche del ct Ventura? Un qualcosa con cui diventa, quasi, problematico convivere. E così la stagione d’oro (o almeno così ce la siamo immaginata tutti alla vigilia del suo inizio), per Federico Bernardeschi rischia di diventare una stagione da esame di maturità. Un esame complicatissimo e poco incline a concedere prove d’appello. La prestazione di Berna, l’altra sera, nella sfida fra l’Italia e la Macedonia, è stata così la perfetta sintesi del primo spicchio di stagione vissuto dall’attaccante viola.

Posizione in campo non sufficientemente chiara (a metà fra l’esterno puro e il centrocampista chiamato ad aiutare la manovra offensiva) e rendimento legato a questo dilemma tattico che fra l’altro riguarda da vicino Bernardeschi anche quando sulle spalle ha la casacca della Fiorentina.

Dal dilemma di Sousa a quello di Ventura il passo è stato obiettivamente breve ed è su questo che d’ora in poi, Berna e i suoi allenatori dovranno lavorare. Primo: l’attaccante dovrà avere la forza e la determinazione di dire apertamente quale – fra la corsia esterna, il ruolo di seconda punta o quello di trequartista ’impuro’ – gli permette di guadagnare fiducia, autostima e una maggiore tranquillità interiore.

Secondo: Sousa (che con la sua scelta potrebbe fare pressioni indirette anche sulle future decisioni del ct Ventura) dovrà decidere dove e come collocare Berna per ottenere il massimo dal giocatore e dargli di conseguenza le responsabilità giuste per poi pretendere da lui risultati convincenti.

Il nodo Bernardeschi, in ogni caso non si preannuncia di facile soluzione anche perché appena qualche settimana fa proprio l’allenatore della Fiorentina sentì la necessità di fare appello a una maggiore concentrazione dell’attaccante. In campo, ma anche lontano dal terreno di gioco.

Situazione paradossale per un giocatore che in estate poteva (eventualmente) scegliere il suo futuro strappando petali a una margherita composta da club di primissima fascia come Bayern Monaco, Juventus o Real Madrid.
Certo gli attestati di stima e quindi le previsioni su un futuro comunque da protagonista non mancano.

Prendiamo Antonio Bongiorni, talent scout di campioni italiani. Conosce bene l’attaccante e nei suoi giudizi al microfono di Rabio Bruno, Bongiorni, ne fa un quadro molto positivo, con ’suggerimenti’ di chiara origine tattica. «Federico è un grande esterno per un 4-3-3. Nella sfida con la Macedonia sera era palesemente in difficoltà perché in quelle zone di campo non ci si trova, penso che Ventura lo abbia capito. Inventarsi i ruoli è un errore dell’allenatore. Federico che è uno tra i migliori cinque esterni d’Europa, un patrimonio dell’Unesco, che ancora non è stato messo in condizione di giocare nel suo ruolo».

 
Riccardo Galli – La Nazione

Comments

comments