Un pareggio amaro quello di ieri al Friuli, con la Fiorentina che, nonostante le poche occasioni create, in avvio di ripresa era riuscita a pareggiare una partita non semplice. Poi, i viola hanno cominciato a macinare un po’ di gioco, tuttavia il risultato non è cambiato ed il triplice fischio di Mazzoleni ha portato con sé più di un semplice rimpianto.

Sì, perché la sensazione è che la Fiorentina, dopo il 2-2 siglato da Bernardeschi, poteva davvero portare a casa i tre punti. A Borja Valero e compagni, però, è mancato un ultimo tassello, una mossa vincente, insomma, un’intuizione tattica. Paulo Sousa ad Udine non ha avuto abbastanza coraggio, nel secondo tempo ha inserito Cristoforo (un mediano), Kalinic (una prima punta) e, solo negli ultimi minuti, il giovanissimo Federico Chiesa. Forse per puntare alla vittoria sarebbero serviti elementi diversi, tiratori dalla distanza e crossatori, come Zarate e Maxi Olivera, ad esempio.

E’ vero, l’inserimento di questi ultimi due giocatori avrebbe fatto sbilanciare tutta la squadra, ma allo stesso tempo le possibilità di segnare il terzo gol sarebbero aumentate, senza contare che l’Udinese nel finale era apparsa più volte in debito di ossigeno.

Probabilmente se n’è reso conto lo stesso Paulo Sousa che, da ora in poi, deve tornare ad essere il valore aggiunto, la mente e l’ingegno della Fiorentina. Solidità difensiva e coraggio, questo serve ai viola e questo deve predicare il tecnico lusitano. A lui adesso il compito di tornare ad essere una guida forte e risoluta.

Tommaso Fragassi

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