Ufficiale, Mancini non è più l’allenatore dell’Inter. Tutti i motivi del clamoroso addio

Al suo posto l'olandese Frank De Boer

ROMA – Mancini e Inter ai titoli di coda. Dopo le turbolenze di un paio di settimane fa e i (timidissimi) segnali distensivi, s’è arrivati alla rottura. Insanabile. Che ha portato alla separazione, certificata già in giornata. I legali hanno concordato i termini della risoluzione del contratto. La firma del tecnico è arrivata in serata: Mancini lascerà l’Inter per la seconda volta in carriera, portandosi via un assegno tra i 2,5 e i 3,5 milioni.

Le diveregnze sono diventate troppo nette. Poi il 6-1 in amichevole ha ulteriormente complicato i rapporti. Ma c’è soprattutto l’inconciliabilità delle posizioni di Mancini e della proprietà a portare alla separazione. Suning a queste condizioni ha deciso di cambiare, l’ha comunicato all’allenatore e ha raggiunto l’accordo per la separazione consensuale. Al suo posto il grandissimo favorito è Frank De Boer, ex tecnico dell’Ajax già contattato tempo fa e con cui sono ripresi i colloqui. Potrebbe diventare lui, a breve, il nuovo tecnico dell’ambiziosa Inter cinese. Curiosità: Mancini saluta l’Inter a poche ore dalla trasferta ad Ancona, dove per il secondo anno di fila avrebbe diretto l’allenamento di rifinitura nella sua Jesi.

Dal mercato alle strategie, dal rafforzamento alla filosofia degli acquisti: tecnico e proprietà cinese non hanno mai iniziato neanche lontanamente a piacersi. I vertici del gruppo Suning che rimandavano gli appuntamenti delegando il presidente (uscente) Thohir. Mancini che insisteva a chiedere acquisti che il gruppo non aveva alcuna intenzione di chiudere. Ultimo scontro, quello per il centrocampista brasiliano del Wolfsburg Luiz Gustavo: al tecnico non piaceva, la proprietà aveva deciso di prenderlo. L’ultimo segnale di posizioni inconciliabili che ora si separeranno.
Repubblica.it

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