L’ultimo messaggio di Andrea Della Valle, quello di domenica sera, dopo il ko con la Juve è stato forte e chiaro: la Fiorentina ha intenzione di ripartire con Paulo Sousa. Un po’ perchè lo dice il contratto del portoghese (scadenza nel giugno 2017), un po’ perché in casa viola si ha la sensazione che tutte le speranze, le motivazioni e le sfide lanciate appena un anno fa con l’ingaggio di Sousa, non possono essersi smaterializzate a causa di una stagione più in salita del previsto.

L’obiettivo principale (della società) dunque è e rimane la conferma di Paulo Sousa, ma guardarsi attorno non è vietato. Anzi. La Fiorentina attorno ha deciso e deve guardarsi perché le sorprese possono essere sempre dietro l’angolo.

Da qui, evidentemente, le indicrezioni sui nomi dei possibili eredi del portoghese. Nomi che una volta scartato Di Francesco del Sassuolo (un obiettivo ormai superato) hanno portato alla ribalta tre candidature che secondo gli addetti ai lavori possono essere definite «forti, possibili e assolutamente percorribili».
Come un anno fa potrebbe non essere un nome a sorpresa quello di Rolando Maran, attuale tecnico del Chievo che proprio sabato sera sfiderà (a Verona) la Fiorentina.
Maran era una delle alternative, insieme a Di Francesco, all’eventuale mancato arrivo di Sousa e sempre Maran sembra avere molti estimatori all’interno della società di Della Valle. Dato da non sottovalutare, l’allenatore è legato al Chievo da un contratto molto lungo (giugno 2018).

La Fiorentina guarda però con attenzione anche a uno degli emergenti delle ultime stagioni, Roberto Stellone, tecnico del Frosinone. Allenatore giovanissimo, si è distinto fra i colleghi per la sua preparazione e per il suo modo, moderno, di leggere il calcio.

Attenzione anche a Stefano Pioli, esonerato poco tempo fa dalla Lazio e ’nome forte’ nella giostra degli allenatori destinati a trovare una nuova panchina la prossima estate.

 

Riccardo Galli – La Nazione

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