Otto punti totalizzati in cinque gare, appena cinque gol realizzati e un dodicesimo posto a pari merito con il Torino e il Genoa che, come la Fiorentina, ha giocato una partita in meno rispetto al resto della Serie A.

I viola, per la prima volta dopo diversi anni, si ritrovano così nella parte destra della classifica, con la consolazione di avere comunque un match da recuperare, ma consci di aver disputato un inizio di campionato tutt’altro che emozionante.

Buona la vittoria contro la Roma, faticosa e striminzita quella contro il Chievo, giustificabile la sconfitta a Torino in casa della Juventus, tristissimi invece i pareggi di Udine e di Firenze contro il Milan.

Otto punti, dunque, questo il bottino incassato dai viola, costretti a guardare dal basso squadre come Bologna, Lazio e lo stesso Chievo Verona, con la consapevolezza che quel giorno di pioggia a Genova la partita si stava mettendo piuttosto male, prima della provvidenziale decisione di rinviare il match.

Una Fiorentina senza dubbio diversa dall’anno scorso, non tanto nel gioco e nelle fase difensiva, quanto nella corsa e negli ultimi 20 metri, soprattutto negli ultimi 20 metri, quando Ilicic e Kalinic riuscivano a concretizzare le azioni in area di rigore in modo inaspettato e repentino.

Già, ciò che più manca alla compagine gigliata è la velocità nell’ultima parte delle azioni offensive. Come ottenerla? Sicuramente qualche miglioria tattica da parte di Sousa potrebbe essere utile, tuttavia un semplice cambiamento di strategia o di qualche interprete può fare solo il 50% del lavoro. Per raggiungere un buon livello in fase realizzativa, i giocatori devono essere in un buon stato di forma mentale e fisica, cosa che, al momento, è ancora molto lontana per gran parte della rosa.

Ed è proprio qui che oggi vogliamo soffermarci. Una situazione del genere, con la Fiorentina al dodicesimo posto ed incapace di segnare, dovrebbe destare più di un malumore, più di una tensione all’interno dell’ambiente. In casa viola, però, non va affatto così. Il gruppo è tranquillo, l’allenatore in conferenza è sempre sereno, la società stessa non sta mettendo pressioni.

Sembra quasi che i viola abbiano in serbo un asso nella manica. O meglio. Paulo Sousa ha un asso nella manica. Ricordiamo in modo particolare una frase pronunciata dal tecnico portoghese ad agosto: “Quest’anno abbiamo scelto di fare una preparazione atletica totalmente diversa rispetto allo scorso anno, all’inizio saremo pesanti, in questo modo non arriveremo così fiacchi al finale di stagione”. Ecco l’arma segreta, l’ultima speranza di vedere un buon campionato.

Se davvero Sousa riuscisse nel suo intento, infatti, i viola non dovrebbero avere difficoltà a piazzarsi tra le prime sei. Non resta altro che aspettare, dunque, sperando che la strategia dell’allenatore funzioni… presto.

Tommaso Fragassi

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