Questa mattina sulla Gazzetta dello Sport si legge un’intervista di Nenad Tomovic. Questi i passaggi più interessanti: “Se andiamo male o prendiamo gol per qualcuno è solo colpa mia. All’inizio ero dispiaciuto, leggevo dei commenti su internet o sui social e ci stavo male. Alcuni giocatori con un carattere diverso dal mio magari avrebbero mollato chiedendo la cessione. Non io. Lotto per questi colori e non ho mai pensato di abbandonarli”.

“Chi mi fischia o chi mi insulta magari non vede nemmeno le partite. Sono soprattutto quelle persone che si sfogano sul web. Ma il resto è diverso. Abito in centro e la gente quando mi incontra prova sempre ad incitarmi. Mi dicono tutti cose carine”.

“Poi penso. Se dirigenti come Pradè o Corvino mi stimano  allenatore e come Sousa o Montella o Mihajlovic mi fanno sempre giocare, ci sarà un motivo. O sono tutti matti?”.

“Il momento più difficile in viola? Credo di no. Abbiamo abituato tutti bene, logico si alzino le aspettative. Dobbiamo solo migliorare negli ultimi venti metri, osare di più, e provare a segnare con tanti uomini”.

“Può sbloccarci una vittoria di larga misura, tipo quella con il Qarabag. Vincere e segnare tanto può essere la svolta e ci proveremo fin dalla sfida di domenica contro l’Atalanta”.

“Adesso ci aspettano negli ultimi trenta metri e ci affrontano in contropiede. Questo complica un po’ le cose, ma tocca a noi essere concreti. Contro il Torino abbiamo fatto il miglior primo tempo della stagione: però se non fai gol poi perdi”.

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