Nuovo stadio, i commercianti dichiarano guerra legale al comune, a questo punto la Fiorentina…

I grossisti della Mercafir non accettano la ricollocazione del Comune, in quel posto sarebbe dovuto nascere il nuovo stadio della Fiorentina. Adesso...

Stadio, il silenzio di Palazzo Vecchio genera ricorsi. I grossisti della Mercafir riuniti nell’Agofi dichiarano guerra alla localizzazione dell’Osmannoro, quella che la giunta Nardella ancora conferma come quella giusta per trasferirci i mercati di Firenze. Dichiarano cioè guerra legale al Comune di Firenze. Mettendo anche un bel bastone tra le ruote della Fiorentina e del nuovo stadio. Proprio a nome dell’Agofi, che rappresenta 23 imprese per 235 milioni di euro di fatturato rispetto ai 365 totali realizzati nell’attuale Mercafir, i grossisti hanno del resto depositato giorni fa un ricorso al Tar della Toscana confezionato dallo studio legale Benelli-Guerra.

Un ricorso che mette nel mirino la delibera del 29 febbraio scorso con la quale Palazzo Vecchio concede la proroga alla Fiorentina per il progetto definitivo dello stadio e della cittadella commerciale: il progetto che doveva essere pronto a febbraio è stato in pratica ‘allun gato’ fino a gennaio. Proprio la proroga, che per Palazzo Vecchio è stata una serena decisione, è stata vissuta dai grossisti come un colpo basso: «Le imprese hanno bisogno di certezze sui tempi, altrimenti come possono pianificare i loro progetti? La proroga è la dimostrazione che i tempi qui nessuno li conosce», protestano del resto da tempo i grossisti della Mercafir. Ma è solo l’inizio.

Quella dell’Osmannoro resta per gli operatori una scelta sbagliata. Non solo subita, visto che Palazzo Vecchio li ha informati solo a scelta avvenuta. Resta sbagliata perché non è solo affetta da problemi di viabilità , ma è sostanzialmente sottodimensionata rispetto alle esigenze del mercato. Tanto che qualche operatore progetta già di lasciare la Mercafir per trovarsi un’area privata su cui impiantare la propria attività. Ma è sottodimensionata anche nel senso che un’area del genere, si dice nel ricorso presentato al Tar, non consente prospettive di sviluppo. Non permette nuovi insediamenti. E chiude fin d’ora le porte a future nuove imprese interessate ad investire e fare logistica a Firenze. Non è finita. Il ricorso mette sul tavolo anche un rebus irrisolto che Palazzo Vecchio ha fin qui evitato di affrontare: il rischio di un mercato spaccato in due, di una vecchia Mercafir e di una nuova Mercafir. Di due mercati sperati e coesistenti cioè, con tutti i problemi connessi.

L’ipotetico trasferimento all’Osmannoro, per il quale l’asessore all’urbanistica Perra sta ancora predisponendo la variante con il cambio di destinazione dei terreni, si lascerebbe del resto un pezzo di mercato alle spalle, nell’attuale Mercafir. Ovvero, la palazzina della Fruttital, che al gruppo Maestrelli è costata 15 milioni di investimento, euro più euro meno. Tanto che il gruppo Maestrelli ha pure versato quasi 3 milioni di euro a Palazzo Vecchio in cambio della concessione di 50 anni ottenuta.
È ovvio che la palazzina non può essere spostata. Che resterebbe dov’è, in via Allende, mentre stadio e cittadella occuperebbero tutto il resto. Tutta la restante Mercafir. Ed è altrettanto ovvio che lo spezzatino di mercato che si verrebbe a creare, tra Mercafir e Osmannoro, proprio non va giù agli operatori dell’Agofi. Ne andrebbe dello stesso sviluppo e rilancio del mercato generale.

Non è il primo ricorso presentato dai grossisti. Prima di questo, gli operatori si erano rivolti al Tar per contestare la scelta di impegnare per il progetto della Fiorentina l’intera Mercafir, convinti come sono che fosse accettabile solo la prima versione del progetto Mercafir. Quella del sindaco Matteo Renzi, che aveva previsto di realizzare lo stadio solo su una metà dell’area Mercafir. Un ricorso presentato ormai da mesi, che ancora non è stato discusso dai giudici amministrativi. Quello di questi giorni però è più insidioso e, potenzialmente, pericoloso. Perché mette in discussione l’intera strategia dello stadio varata dalla giunta Nardella.

 

Massimo Vanni – La Repubblica Firenze

Comments

comments