SOUSA E LA ZAPPA SUI PIEDI? L’ANALISI E’ CHIARA E QUALCUNO DEVE DELLE SPIEGAZIONI…

“Il calo è principalmente mentale, nel girone di ritorno infatti abbiamo corso di più, abbiamo fatto più scatti, più accelerazioni e rispetto agli anni scorsi siamo migliorati a livello fisico e muscolare”. Parole oneste, sincere, ma soprattutto vere, perché confermate dai dati. In pratica, oggi Paulo Sousa ha ammesso che la Fiorentina si è lasciata sfuggire l’occasione più grande dell’ultimo quadriennio per questione di carattere.

Sotto questo aspetto, la faccenda appare piuttosto grave, in quanto un calo fisico sarebbe stato più facilmente giustificabile. Perdere completamente la testa per due mesi consecutivi, invece, è qualcosa che solo una società molto paziente può perdonare in Serie A. Ma non è finita qui.

L’allenatore gigliato oggi in conferenza stampa ha aggiunto: “Il problema è anche tattico, gli avversari ci hanno capiti e io non ho ancora trovato la chiave giusta per aiutare i miei giocatori”. La flessione della Fiorentina nel girone di ritorno, dunque, è dovuta anche a questioni propriamente tattiche. Paulo Sousa, come Montella prima di lui, non è riuscito a sviluppare il suo gioco nel tempo. I viola sono rimasti gli stessi, non si sono evoluti e adesso anche gli avversari meno temibili riescono a prevedere le loro mosse. Una Fiorentina che ha per unico vanto l’essere ancora tonica e scattante, inutilmente, aggiungiamo noi, poiché durante le partite la tanto decantata “forma fisica” non si nota assolutamente.

Forse oggi qualcuno avrà pensato che Sousa si sia tirato la cosiddetta “zappa sui piedi” e lo abbia fatto anche a quelli dei suoi giocatori. Noi, però, non la pensiamo così. Abbiamo apprezzato il gesto dell’allenatore portoghese che ha detto la verità, assumendosi la responsabilità delle sue parole. Dichiarazioni coraggiose che, unite magari alla qualificazione per l’Europa League, dovrebbero convincere Andrea Della Valle a puntare su di lui anche per la prossima stagione.

Adesso, però, sarebbe giusto che qualcun’altro facesse “mea culpa”. Una squadra di professionisti pagati centinaia di migliaia di euro all’anno non possono permettersi dei cali mentali lunghi come quelli visti quest’anno. Inoltre, dopo le frasi di Sousa, anche la dirigenza farebbe bene a gettare le basi per delle serie valutazioni per il futuro. Meglio puntare su calciatori che garantiscano una maggiore tenuta fisica e mentale, a discapito magari dell’appeal e della tecnica, oppure dare fiducia agli elementi già presenti in rosa?

Tommaso Fragassi

 

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