Uno dei cori più genuini, più sentiti da parte di qualsiasi curva italiana è quello che fa urlare “SOLO PER LA MAGLIA”.

E chissà se è proprio per questo che la società ACF Fiorentina ha voluto togliere anche quest’ultima soddisfazione al tifoso viola. Bisognerebbe essere nelle loro affaccendate testoline per saperlo, per cercare di intuire come mai non ci capiscano così niente in fatto di comunicazione. Zero assoluto.

Oltre ad aver allontanato con modi un po’ freddini sia Pasqual che Guerini, adesso ci si ritrova a presentare la nuova maglia per la stagione 2016/2017 e lo si fa invitando solo la stampa, in un teatro.

Nel corso degli anni siamo sempre stati abituati a qualcosa di diverso, come presentazione di una nuova maglia.

Alcune squadre, ci giocano l’ultima di campionato, in modo da farla vedere subito per pubblicizzarla al meglio quando ancora i riflettori sono ben puntati e non siamo in piena estate.

Altre invece attendono l’inizio della nuova stagione, spesso quando cambiano sponsor tecnico, per far vedere cosa c’è di nuovo, creare curiosità, presentare anche qualche nuovo acquisto, creare un po’ di elettricità in vista del prossimo campionato. E così ha fatto più volte anche la Fiorentina.

Passando dallo stadio a Piazza Santo Spirito o da Piazza Signoria al cellophane di un pezzettino dell’interno del mercato centrale.

Stavolta si è deciso per una cosa ancor più esclusiva. Una cosa “ad invito”. Il bello è che alcuni invitati neanche sapevano come fare per farsi accreditare il “PASS” di entrata. Una presentazione quasi segreta, che solo il sito de “Le Coq Sportif” aveva pubblicizzato.

Un allenatore che non ha alcuna voglia di rimanere, bandiere che se ne vanno, maglie presentate a pochi intimi (invitati), dirigenti sportivi che hanno il contratto in scadenza tra una quarantina di giorni, altri dirigenti che non hanno niente di sportivo che si ritrovano a gestire un bilancio ricco di perdite, che personalmente non vedo l’ora di vedere, un mercato estivo che dovrà essere per forza al risparmio visto che siamo ai limiti col fair-play finanziario (e chi dice il contrario evidentemente non conosce neanche le regole del giochino). Queste sono le basi per ripartire con entusiasmo.

Viene da domandarsi perché io sia ancora meravigliato, come mai nelle mie parole traspiri ancora stupore per l’ennesima mossa completamente sballata da parte della nostra squadra del cuore e di chi gestisce in modo così cieco la nostra comunicazione.

Lo so lo so, probabilmente tra qualche settimana ci sarà anche la presentazione plebea, fatta appositamente per quei coglioni che ancora sono interessati a questo surrogato di squadra di calcio, che oramai di calcistico non ha nient’altro che i calciatori.

Ogni volta però rimango affranto, deluso da come vengo trattato come tifoso, come appassionato, come malato di calcio e penso che non potrà mai esserci una situazione più triste di questa. E come per magia, subito dopo accade un episodio che peggiora la situazione.

Oramai davvero, non so cos’altro pensare, non c’è limite a questa disperazione “dorata”. Ci manca solo che sostituiscano Sousa con Garcia e poi forse riescono nell’intento di far scendere gli abbonati sotto quota 15.000.

 

Dario Ghebbe

Calciomercato.com – Vivo per lei
Gazzettino del Chianti

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