Serve una Fiorentina con carattere a Torino. Sousa torna al modulo classico

Mihajlovic cerca vendetta, la Fiorentina si affida al solito modulo per provare a vincere

Il toro segna parecchio e Sousa ancora non è sicuro di quanto valga la Fiorentina, certo 6 risultati utili consecutivi sono un buon modo per autoconvincersi che la stoffa non manchi. Ma per confezionare quale vestito? Oggi pomeriggio (ore 18) incrocio interessante con la banda Belotti, una squadra che Mihajlovic ha reso mordace in modo inversamente proporzionale alle sue Fiorentine (2010-2012 fino all’esonero). Sousa riparte dai 6 risultati positivi – tre pareggi, tre vittorie – portandosi dietro la recente cinquina segnata in Europa League contro il Qarabag. In realtà anche nella sera del larghissimo successo con doppiette di Babacar e Zarate, più ricamo di Kalinic, non sono mancate notizie contrastanti: piena zeppa di giocatori offensivi, nei primi 25 minuti la Fiorentina ha incredibilmente sofferto la pressione di quella che poi, con tutto il rispetto, si è dimostrata una squadra nettamente inferiore. Sousa sta cercando equilibrio cambiando continuamente la variabilità delle linee, il suo viaggio evolutivo è probabilmente anche il dazio pagato alla volontà di mostrarsi un tecnico innovativo: il flop della seconda parte dello scorso campionato non aveva certamente contribuito ad accrescere il suo fascino di allenatore, almeno agli occhi delle squadre top.

Perciò, tanti cambiamenti tattici all’inizio e in corso d’opera: nel 3-4-2-1 le uniche certezze sono i due centrocampisti centrali, il resto ruota più o meno stabilmente fra esterni che attaccano/ritornano e giocatori offensivi che cambiano posizione in attacco. Kalinic spesso isolato, anche se ultimamemnte il rinvigorito Baba rappresenta una bella opzione di sostegno. Tutte carte sulle quali Sousa sa di poter contare con maggiore serenità rispetto allo scorso, devastante campionato. Almeno da febbraio in poi.

Vedremo una Fiorentina multicolore anche stasera, una squadra che mostrerà un calcio contaminatissimo in attacco (grande libertà concessa, anche nelle posizioni, a Borja e Bernardeschi). Ci vorrà soprattutto una squadra con grande carattere, perché fra le «medie» il Toro è quella che più ha sorpreso in questo inizio di stagione, almeno sotto il profilo della qualità in attacco. E’ probabilmente la proiezione in ritardo di quello che Mihajlovic aveva in mente a Firenze. Occhio quindi alla voglia di vendetta, che nel calcio resta sempre viva. Soprattutto quando si hanno a disposizione giocatori di qualità – come nel caso del Toro – che hanno il morale alto dopo aver sdraiato la Roma ed essersi riposati per tutta la settimana, al contrario della Fiorentina.

 

Angelo Giorgetti – La Nazione

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