Dopo l’ingaggio di Corvino è ripartita una campagna a tutto tondo, molto complessa.

La situazione è piuttosto chiara. Pantaleo conosce l’ambiente e non è uno stupido.
Lui è stato assunto per ripristinare un bilancio che ha dovuto subire la “devastazione Gomez” che ha sconquassato 2-3 annualità. È chiaro che a fronte di chissà quale nuovo arrivo dovremo sopportare numerose cessioni. Su questo non ho alcun dubbio.

E al momento c’è il rischio che si inizi con un allenatore non scelto da lui e non felice di rimanere, in mezzo ad una piazza delusa e distaccata, con giocatori stanchi dalle competizioni estive continentali e per giunta poco motivati, con una rosa che dovrà essere alleggerita sotto molti punti di vista.

Non basterebbe l’arrivo di un grande giocatore, non basterebbe l’arrivo di un nuovo allenatore a far ripartire l’entusiasmo, ingrediente che non può mancare mai quando si parla di calcio.

L’unica dinamica che veramente modificherebbe la situazione in modo netto, l’unico movimento che potrebbe davvero far ripartire il “circo” sarebbe l’arrivo di un mito. Uno come Rui Costa ad esempio.
Un vero e proprio sconvolgimento, che ridarebbe (enorme) fiducia alla proprietà e che realisticamente andrebbe a fungere da “parafulmine” vero e proprio.

È naturale che questo non lo capisco solo io, credo sia una cosa lapalissiana.

Ed è altrettanto naturale che su queste basi, gente come Batistuta, Rui Costa, Antognoni… Persone che hanno a cuore Firenze, persone né servili né facilmente gestibili, non accetteranno mai.

Per quale motivo leggende che hanno un’immagine scolpita come la loro dovrebbero rischiare la faccia con una proprietà che da sempre fa delle promesse non mantenute e della irriconoscenza storica il proprio marchio di fabbrica?

È quindi presumibile che arrivi comunque un ex calciatore in dirigenza
Magari importante, ma di lignaggio inferiore.
Magari alle primissime esperienze nel settore e che abbia quindi bisogno di una piazza importante come Firenze per rilanciare la sua nuova professionalità. E che stia al suo posto, senza troppe pretese.

Il rischio “specchietto per le allodole” c’è.

Sia chiaro, mi auguro di aver scritto delle inesattezze.
Mi auguro che domattina firmino tutti quanti, che nel giro di un mese ci sia una nuova dirigenza composta tutta da ex viola e soprattutto da professionisti riconosciuti, capaci e autonomi.

Un sogno.

Questo starebbe a significare una reale voglia di rilancio, una voglia di rimettere in mano la Fiorentina a persone che le amano davvero e non solo a dei contabili.

E i tanti che quotidianamente sprecano tempo ad infamarmi ed a minacciarmi solo per le mie idee si potrebbero così sfogare ulteriormente, per la gioia di tutti.

Ne sarei felicissimo, ve lo giuro.

Purtroppo però, io non ci credo.

Dario Ghebbe


 

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