Un nuovo giorno per la Fiorentina, reduce dalla vittoria di ieri in Europa League contro lo Slovan Liberec. Altre 24 ore scorrono via ed avvicinano i viola alla prossima sfida di campionato, che li vedrà affrontare il Cagliari in Sardegna.

Domenica prossima il gruppo capitanato da Gonzalo prenderà nuovamente l’aereo per una trasferta che si annuncia ben più ostica, rispetto a quella della Repubblica Ceca, poiché la compagine allenata da Massimo Rastelli sta attraversando un grande momento di forma.

La Fiorentina, dal canto suo, arriva alla partita con una bella iniezione di fiducia data dalla recente vittoria di Coppa, tuttavia servirà molto di più del semplice sorriso ritrovato per sbancare al Sant’Elia.

Cattiveria sotto porta, un buon lavoro del centrocampo e scelte tattiche indovinate, questi i tre fattori che possono regalare i tre punti. Lo sa bene Sousa, al quale si chiede di contribuire quantomeno a predisporre i suoi uomini nel modo migliore.

Ieri, ad esempio, il 4-3-1-2 ha funzionato. Babacar e Kalinic hanno segnato, le trame offensive ci sono state e la difesa, tutto sommato, ha retto. Probabilmente, dunque, a Cagliari vedremo il medesimo modulo, con (quasi) tutti gli stessi interpreti.

Diciamo “quasi”, perché Salcedo dovrebbe sostituire Tomovic, Milic Olivera e Sanchez Vecino, ma non solo. Resta apertissimo il ballottaggio per il ruolo di trequartista, la zona di campo dove la Fiorentina è meglio coperta. I viola, infatti, da settembre ad oggi hanno provato addirittura quattro giocatori in quella posizione, da Ilicic a Borja Valero, passando per Bernardeschi e Zarate. Nessuno di loro, però, è ancora riuscito a convincere appieno.

Borja Valero rende molto di più sulla linea mediana, mentre dietro le punte viene penalizzato dalla sua non elevatissima velocità e dalle sue scarse capacità di calciare dalla distanza, Zarate è troppo egoista per servire gli attaccanti, mentre Bernardeschi ed Ilicic, che in realtà per caratteristiche potrebbero anche giocare da trequartisti, stanno disputando un inizio di stagione troppo al di sotto dei loro standard, non riuscendo a garantire una continuità adeguata.

Un bel dilemma per Sousa, che ha sì tante varianti per la trequarti, ma nessuna sembra essere quella giusta. Continuare ad alternare questi quattro giocatori finché almeno uno di loro si sblocchi forse è solo controproducente. Al tecnico portoghese l’ultima parola.

Un’altra soluzione, però, c’è, e si chiama Hagi-Chiesa. Esatto, i due giovani del vivaio stimati da Sousa e da molti intenditori di calcio. Presto potrebbero essere chiamati in causa anche loro, per la gioia di tutti gli appassionati che attendono di vederli giocare per più di 45′ in Serie A.

Tommaso Fragassi

 

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