Quattro gol in sei partite, una media gol pazzesca. Eppure Baba sarebbe dovuto andare via

Quest'estate era uno dei prima nella lista dei partenti, adesso è il bomber di questa Fiorentina

Come dicono negli States «Ball don’t lie», la palla non mente, è la traduzione letterale: ‘San Giovanni non vuole inganni’ è la semplificazione italiana. E’ questo il motto preferito di Rasheed Wallace che nella Nba qualcosa ha vinto, pur essendo un giocatore con un carattere difficile (celebri le sue sfuriate contro gli arbitri) e di talento infinito. Ma tutto questo cosa c’entra con Babacar? Baba è un ragazzo buono, mai sopra le righe, e con una carriera in evoluzione. Eppure quando gioca la ‘palla non mente’, ovvero le sue reti hanno un peso specifico importante e, soprattutto, non sono frutto del caso, ma di grande qualità tecnica.

La rete contro l’Udinese se l’avesse segnata Messi sarebbe entrata di diritto nella cineteca mondiale. Invece l’ha confezionata il numero 30 viola ed è passata quasi inosservata. Per non lasciarsi sfuggire l’occasione si è ripetuto anche a Torino – per non parlare della sfida di Europa League con il Qarabag – con un colpo di testa che potrebbe sembrare facile facile, eppure non lo è stato. Per informazioni chiedere a Kalinic che nel primo tempo si era visto respingere dal Hart una conclusione simile. Eppure Baba resta un attaccante di scorta che ha vissuto due stagione in altalena. Roba da far venire il mal di testa. Già, perché due anni fa il suo rinnovo stava per diventare un caso nazionale e arrivato dopo una trattativa tutto sommato breve a cifre notevoli per un giovane: circa 1,4 milioni di euro netti.

Un rinnovo chiesto a furor di popolo, ‘pagato’ poi a caro prezzo l’anno successivo con l’avvento in panchina di Sousa. Un anno difficile, chiuso comunque con 24 presenze e 7 gol (1199’ giocati; in media 49’ a partita, un gol ogni 171’), anche per un rapporto con il tecnico portoghese che non è subito decollato. Aspetto che ha di fatto aperto a una cessione di Babacar nella sessione estiva del mercato 2016. Si pensava infatti di poter ricavare almeno 10 milioni dal suo trasferimento. Timidi i segnali di interesse arrivati dall’Inghilterra e alla fine è rimasto a Firenze, con soddisfazione di Baba che ha sempre pensato di avere le qualità giuste per lasciare il segno in maglia viola, giustificando la fiducia che la Fiorentina ha avuto in lui con il rinnovo. E per farlo si è messo a lavorare con impegno raddoppiato sin dal ritiro a Moena.

«Ball don’t lie», dicevamo prima. Eppure i 4 gol in 6 partite (301’ totali giocati; circa 50’ a partita e un gol ogni 75’) non bastano al momento per garantirgli una maglia da titolare, almeno in campionato. Il modulo scelto da Sousa lo sta penalizzando, anche se da bomber di scorta è diventato implacabile. Alla fine tutti si sono accorti di Babacar, anche chi non si sarebbe strappato i capelli di fronte alla sua cessione. Storie di calcio già viste. Adesso tocca all’attaccante di origini senegalesi continuare su questa strada. Far ricredere gli scettici è una soddisfazione doppia, perché ‘la palla non mente’.

 
Giovanni Marchini – La Nazione

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