Se ne va Pradè, un uomo capace di sopportare tutto pur di rimanere al suo posto.
Contratti annuali, contratti annuali non annunciati, nessuna autonomia finanziaria in fase di mercato, pochissime autonomie tecniche in qualsiasi ambito, tutto questo dopo il disastroso acquisto di Gomez, vero e proprio spartiacque della sue esperienza in viola.

Dopo Marione (Gomez), il povero Daniele è stato ridotto ad un parafulmine, esattamente come Fantozzi.

Ma da onesto lavoratore quale è non si è fatto abbattere ed era rimasto lì finora, magari tenendo il cellulare spento per non farsi trovare da Cognigni. Ma poi arriva il momento che Marione (stavolta Cognigni, appunto) ti trova. E ti abbraccia fortissimo, accompagnandoti all’uscita.

Ritorna un vero e proprio mago del bilancio e solo in questa ottica credo che debba essere vista l’assunzione di Corvino.

Pantaleo infatti dovrà fare meglio di sé stesso (4 volte in “Gembions” consecutive), meglio di Pradè (tre volte quarto e una volta quinto) e non solo: dovrà anche ripianare il bilancio sventrato dagli ultimi sciagurati anni nei quali abbiamo speso davvero tantissimo soprattutto a livello di ingaggi.

Appare fin da subito un’impresa pressoché proibitiva.

Ma c’è un ma.

Secondo me, secondo voi, secondo i giornalisti Pantaleo dovrà fare tutto quel che ho scritto sopra.
In realtà, se ci pensiamo bene, non sarà così importante che faccia bene dal punto di vista dei risultati.

I risultati pretesi dalla proprietà sono questi ma anche meno di questi.
Se saranno un pochino peggiori, pazienza.

La realtà è che la Fiorentina va rimessa a posto sul lato finanziario, visto che siamo arrivati al punto di doverci preoccupare del fair-play finanziario imposto dalla UEFA. Perché se per caso un giorno un compratore pazzo avesse voglia di spendere una cifra irreale per acquistare il “pacchetto” dovrà per forza vedere bilanci perfetti.
Dobbiamo incassare quindi e non è solo un diktat “dall’alto”, bensì sono semplicemente le regole.

Sulle doti di “venditore” che ha Pantaleo, direi che non ci sono molti dubbi.
Ma Corvino ha anche 66 anni e durante gli ultimi spezzoni di carriera ha collezionato gravi errori.
Gli ultimi 3 anni a Firenze sono stati inverecondi. Una serie di assurdità prima nelle scelte degli allenatori poi dei calciatori, culminate con quel famoso 0-5 in casa contro la Juve e con il polemico addio di Montolivo a parametro zero.

Dopo essere rimasto fermo diversi anni è rientrato al Bologna dove stava riuscendo nel difficile intento di non farli risalire subito in serie A. Arrivò poco prima di Natale e in breve mandò via l’allenatore per rimettere in pista l’amico Delio Rossi. Il gioco del Bologna inesorabilmente peggiorò nonostante tantissimi costosi innesti ottenuti da Pantaleo. Ai play-off poi ci furono una serie di botte di culo raramente viste nel calcio e riuscirono comunque a spuntarla nonostante pali e traverse degli avversari colpiti nel recupero, uno in semifinale e l’altro in finale. Episodi davvero clamorosi.

Una volta in Serie A allestisce una buona squadra, ma sempre a causa di un appannato (eufemismo) Delio Rossi sembra condannato alla retrocessione, al punto che a fine ottobre, dopo una serie di risultati da ultimissimo posto in classifica, la dirigenza gli impone il cambio dell’allenatore.

Da quel punto i rapporti con i proprietari rossoblù si incrinano e a fine stagione Pantaleo non viene riconfermato.

Quindi sì, una dirigenza ambiziosa come quella bolognese decide di non tenerselo.
E quindi ancora sì, una dirigenza totalmente incapace come quella fiorentina decide che è lui l’uomo ideale per riordinare le cose.

Vedremo ben presto chi avrà ragione.

Nel frattempo vi voglio tristi.
Anche il povero Rogg – si dice – verrà “retrocesso”. Per lui non ci saranno più impegni “tecnici” ma solo prettamente economici.
E – notizia di oggi – il signor Pereira si è dimesso da non so quale inutile carica.

La “banda” perde un uomo al giorno. Chissà perché.

 

 

Dario Ghebbe 

 

Calciomercato.com – Vivo per Lei

Gazzettino del Chianti

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