Polverone Italia: l’accordo con “Intralot” solleva polemiche

"Avvenire" titola: "Azzurro vergogna". Per Ginato (PD) è "un'inaccettabile autogol", ma la Figc rassicura: "Nessuno sponsor sulle maglie"

Non si placano le polemiche riguardo l’accordo di sponsorizzazione che dovrebbe legare la nazionale italiana al network multinazionale di scommesse e giochi online “Intralot”. Nonostante le rassicurazioni della Figc, che chiarisce come né sulle maglie che saranno utilizzate in gara né tantomeno sulle tute comparirà alcuno sponsor, sono già molti i pareri contrari espressi sia da esponenti del molto dello sport, delle istituzioni e della critica sia quelli che filtrano dagli ambienti politici.

La posizione più critica è senza dubbio quella presa dal quotidiano l'”Avvenire”, che oggi in edicola titolava “Azzurro vergogna”. Più pacate, ma non meno contrariate, le dichiarazioni del vice ministro dell’Interno, Filippo Bubbico: “I sani valori dello sport, della legalità, dell’etica, del lavoro di squadra e della corretta competizione non possono essere in alcun modo accostati ad un marchio che rappresenta, a livello mondiale, un interesse che, sia direttamente che indirettamente, espone un gran numero di persone, ed in particolare di giovani, ad un rischio enorme come quello della ludopatia e del gioco d’azzardo”.

Sempre dalle stanze del Partito Democratico non filtrano impressioni troppo positive, con Federico Ginato che ha etichettato questo accordo come un’inaccettabile autogol: “La lotta che ormai da tempo stiamo portando avanti per la prevenzione ed il contrasto del gioco d’azzardo e la ludopatia incappano così in una battuta d’arresto ed in un’incomprensibile contraddizione”. Ancora più critici sono invece Franco Mirabelli e Stefano Vaccari, impegnati in prima persona sul tema del gioco d’azzardo, che invitano a riflettere su una scelta da loro definita scellerata ed a trovare al più presto una soluzione. Interviene, in ultima battuta, anche l’allenatore del Leicester, Claudio Ranieri, che si è limitato a definire “non giusta” la scelta della nazionale italiana.

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