Intervenuto durante la conferenza di Hagi, Pantaleo Corvino ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Sono andato ad osservare Hagi fino in Romania. Mi disse subito che non gli piace stare davanti alla difesa, mentre ama giocare dietro al primo attaccante. Il ragazzo era stato opzionato e dovevamo prendere la decisione finale. Dopo essere stato in Romania e ho visto già delle potenzialità importanti. Ti auguri sempre che le potenzialità diventino qualità altrettanto importanti. Quando si fanno scommesse di questo tipo”.

Sugli attaccanti: “Ho già detto che cinque attaccanti sono tanti, quindi qualcosa in uscita faremo. Ma non regaleremo niente. Sui difensori o sugli attaccanti esterni posso dire che la proprietà si sta sforzando molto per seguirci nelle strategie di mercato. Mantenere e preservare il valore tecnico attuale è un grande sacrificio. Sono rientrati Rossi e Gomez in un organico già importante, però pensando al presente non dobbiamo perdere di vista il futuro. Dobbiamo preservere ma anche lavorare sulle potenzialità. Hagi sotto questo profilo è un esempio”.

Su Rossi: “La mia stima verso Rossi è condivisa anche da Paulo Sousa quindi per noi non c’è un problema tecnico. E’ un nostro giocatore, sa che ha la nostra fiducia per cui non ci stiamo ponendo problemi. Dal primo giorno lo stiamo dicendo. Per quanto riguarda il rinnovo contrattuale in questa fase siamo molto condizionati e presi dal mercato perciò ogni cosa sarà fatta a tempo debito, così come per tutti gli altri”.

Su Gomez: “E’ un grande giocatore, siamo in un momento di analisi. Non possiamo rimanere in cinque, ma non per un fatto economico, semmai per un discorso tecnico”.

Ritorno a Firenze, mercato e possibile sacrificio di Babacar: “Penso che qualsiasi direttore generale di un’area tecnica ha sempre delle linee guida sulle quali attenersi. Devo tenere conto dell’aspetto tecnico ed economico, perciò stiamo lavorando per tenere fede alle nostre linee guida. Non mi spaventa questo compito, il lavoro non mi ha mai spaventato. Ci metto grande energia per arrivare in fondo. Spero alla fine che il saldo sia tecnico che economico sia positivo, anche se poi saranno i risultati a darci indicazioni. Si parla molto degli attaccanti, ma su questo sono stato chiaro, si tratta di una partita da giocare con calma. Devo tenere conto di molti aspetti”.

Sul morale di Paulo Sousa e se il suo arrivo ha rasserenato il tecnico: “In via informale ieri vi ho fatto capire di aver trovato un Paulo Sousa carico e concentrato. Molto in forma. E lo noto dalla mattina alla sera. Chiaramente c’è grande impegno e determinazione anche in campo, dopo meeting e incontri con lo staff per programmare bene il lavoro. E’ uno sforzo che ogni tecnico sostiene in queste fasi. Talvolta quando si arriva in sala stampa si può arrivare anche un po’ stanchi, o meno carichi rispetto ad altri momenti. Io questa preoccupazione sul morale di Sousa non la capisco molto alla luce di quel che vi ho detto. Siamo una squadra che lavora dalla mattina alla sera, ognuno con le proprie competenze. Abbiamo le idee chiare su quel che c’è da fare in campo e fuori dal campo”.

Quali sono i giocatori più importanti da difendere: “Un muro di difesa può essere identificabile nel girone d’andata della squadra della passata stagione. Quei giocatori sono stati i pilastri, e sono facilmente identificabili. Tra quei giocatori qualcuno se n’è andato, ma noi stiamo giocando la nostra partita proprio con quei pilastri che l’anno scorso hanno consentito alla Fiorentina di fare un grande girone d’andata. Poi inseriremo potenzialità importanti, che comportano rischi, ma cercheremo di trasformarle in qualità”.

Sul provare a convincere i Della Valle a spendere: “Non ci sono solo le acquisizioni, ma anche le cessioni e ne mancano ancora parecchie. La nostra sfida è quella di cercare potenzialità che nel tempo diventino qualità. Spero che a questa domanda possa esserci riscontro nei prossimi giorni. Immagino che ci sarà scetticismo ma mi auguro di poter convincere tutti”.

Su Tello: “E’ una fase in cui si semina. Mi auguro che presto si possa raccogliere”.

Sui giovani arrivati: “E’ l’unica strada che possiamo seguire, quella di inserire potenzialità nel gruppo. E’ chiaro che c’è il rischio che qualcuno non risulti da Fiorentina o da Serie A, ma non abbiamo alternative. Fuori Italia i giovani giocano molto di più, ma capisco che la nostra cultura calcistica sia diversa. I genitori di Hagi e Chiesa? Quando si prendono ragazzi così giovani devi rassicurare i genitori, ma Chiesa quando è stato tesserato c’ero io e sanno che possono fidarsi di noi. Su Capezzi e Fazzi ho già risposto”.

Sul fair play finanziario: “Esiste per la Fiorentina ma anche per tutti gli altri club. Poi ogni società ha i suoi introiti e sa su quanto può contare, e questo aspetto può fare la differenza. Ma a volte le idee, le energie, l’entusiasmo, la passione e la fortuna può cambiare la stagione di un club”.

Fonte: Firenzeviola.it

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