NON C’È PIÙ TEMPO DA PERDERE.. L’EDITORIALE DI DARIO GHEBBE

 

Questa gestione ha portato Firenze a livelli molto alti, oltre la media storica dei risultati.

 

Abbiamo giocato la Champions League, per due anni di fila.

Abbiamo giocato spessissimo l’Europa League, arrivando due volte in semifinale.

Abbiamo giocato una finale di Coppa Italia in un ambiente indegno e drammatico.

 

Non siamo riusciti ad alzare alcun trofeo, ma non voglio farne una colpa eccessiva.

 

Ma cari miei, adesso è finita.

 

Stiamo perdendo 2.000 tifosi all’anno, siamo costantemente tutti in conflitto con tutti, non abbiamo alcun “uomo storico” che ci rappresenti né in campo né tra i dirigenti (escluso Guerini che comunque è stato confinato ad un ruolo praticamente inesistente), non c’è alcuna appartenenza, non c’è alcuna identità, non c’è niente di fiorentino in questa Fiorentina.

 

Il calcio non è un’azienda qualsiasi, l’ho già detto tante volte. Arrivare sempre quarti o quinti è un risultato ottimo per una squadra come la nostra, ma raggiunto così non ha alcun valore.

Noi siamo la Fiorentina, non il Sassuolo, con tutto il rispetto per il Sassuolo.

 

Noi abbiamo una storia, la nostra maglia è stata vestita da campioni stratosferici. Preferiamo che questa maglia sia vestita da giocatori meno importanti, ma che ci si dedichino al 200%. Preferiamo che in società non ci siano dirigenti atti solo a contare i soldi e far tornare i conti, ma ci servono uomini che sanno di calcio.

 

Nessuno vuol continuare a vedere i vari Roggi, Mencucci, Cognigni. Nessuno. Chiedetelo in giro, trovatemene uno che li voglia ancora. Nessuno di chi gestisce, nessun proprietario ha mai pensato di rispettare le radici di questo posto; hanno voluto sempre colonizzare tutto e tutti e proprio ora che ci stanno riuscendo io inizio ad avere paura.

 

Domenica dopo la gara con la Juve c’era più gente contenta per la buona gara persa che gente arrabbiata. No signori. Questa non è più Firenze.

 

I conti sono importanti per far sopravvivere una società (anche calcistica), ma il motore di tutto questo sono i tifosi e qua entrano in campo le emozioni, una variabile diversa e impazzita rispetto al libero mercato.

 

A Roma sono anni che lottano per lo scudetto, eppure allo stadio ce ne vanno sempre meno.

Certo, ci sono altri problemi. La questura ha diviso la curva, ci sono problemi enormi da quel punto di vista. Ma alcune situazioni sono simili. La Curva Sud è muta. Si rianima solo quando entra in campo Totti, la loro bandiera per l’appunto. E non è un caso se in questo finale di stagione con Totti in campo hanno spesso trovato la vittoria.

 

Certo, Francesco è un campione enorme. Ma è la squadra che si sveglia. La curva. Il tifo. La componente emozionale che si scuote e incide.

 

Questo è il calcio. Emozione e passione. Quello che non siamo noi adesso.

 

Non c’è alcun giocatore che scaldi il cuore, tranne sporadicamente Gonzalo Rodriguez (che comunque da sempre dichiara di voler tornare al San Lorenzo a fine carriera) e Borja Valero (che comunque ha dei limiti di carattere, non ha il carisma del trascinatore e non sia una colpa… Non tutti nascono “leader”).

 

Non c’è alcun dirigente credibile, non c’è alcun giocatore che si senta la maglia addosso e che la ami come noi, tranne appunto quelli citati sopra.

 

La Fiorentina finanziariamente è una chicca, ma sportivamente è un cantiere abbandonato.

 

Negli ultimi mesi siamo passati da “Cuadrado regalo per Firenze” a “Salah rimane”. Da “Salah mai in Italia” a “non ci faremo trovare impreparati”. Bugie e idiozie in serie.

Non ci sono soldi per il mercato e poi vengono spesi 10 mln € per Rebic, Schetino e Baez.

Valorizziamo i giovani e Babacar viene distrutto.

Valorizziamo i nostri valori tecnici e Rossi viene dato in prestito.

 

Ma di che stiamo parlando? Cosa ancora sta aspettando la Curva Fiesole a contestare CIVILMENTE questa situazione? Non possiamo aspettare la fine della stagione, i risultati non hanno alcun valore, ma ve ne siete resi conto o no?

Dario Ghebbe Il Gazzettino Del Chianti

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