Salvate il soldato Berna. E’ dall’inizio del girone di ritorno che il talento viola è in evidente confusione tattica. Paulo Sousa, nella notte di Udine, ha provato a rincuorarlo: «Federico attraversa una fase di calo fisico. Lui è cresciuto tanto negli ultimi dieci mesi. In questo periodo deve continuare a migliorarsi per tornare ai suoi livelli. Può dare tanto alla Fiorentina, alla nazionale e ai club in cui in futuro approderà». Ma il problema resta. Bernardeschi sembra vuoto nelle gambe e nella testa. Stress da popolarità? Forse. Stress da voci di mercato? Può essere. Quale è il suo vero ruolo? Il dibattito è aperto. Montella, il primo a innamorarsi del gioiello di Carrara, lo vedeva addirittura nel ruolo di falso nove. Poi è arrivato Sousa ed è iniziata un’altra storia. Il portoghese ha trasformato Bernardeschi in un esterno a tutta fascia. L’idea ha funzionato grazie alla grande fisicità del giocatore. E sono scattati i primi paragoni nobili, a cominciare da quelli con Ribery e Robben, e le attenzioni dei grandi club. Bayern e Barcellona in testa. Federico ha cominciato a essere studiato anche dagli avversari. Il numero 10 viola è un mancino vero. Portato a cercare sempre il piede preferito, al punto da essere «indirizzato» spesso dai rivali in corridoi di campo senza uscita. «Un campioncino come Bernardeschi deve imparare a crossare anche con il destro e a segnare di destro quando arriva a pochi metri dalla porta», ha osservato tempo fa Ciccio Graziani. Suggerimenti giusti. E l’attaccante viola sta studiando. Vuole migliorare. Ma non è facile con addosso la pressione di essere diventato un giocatore da trenta milioni.
Continui cambi. Il soldato Berna negli ultimi mesi ha dovuto convivere con altre «accelerazioni». La crisi della Fiorentina, una normale flessione fisica, la convocazione e il debutto in nazionale. Con vista Europeo. Ed è cominciato un nuovo giro di giostra dal punto di vista tattico. Federico è stato utilizzato da Conte come punta esterna, mentre Sousa prima lo ha spostato a destra poi, nelle ultime esibizioni in campionato, lo ha proposto come trequartista. Il risultato? Benino in maglia azzurra, quasi sempre in difficoltà con la Fiorentina fino al punto di ritrovarsi anche in panchina. A Udine il punto più basso da seconda punta. Anche perché non ha nelle gambe 15-20 gol garantiti. La società viola e il tecnico portoghese hanno colto al volo il problema. Sousa ha deciso di confermare la fiducia a Berna, anche nella delicata sfida di domenica con la Juve. Ma c’è di più. Per aiutarlo l’allenatore lo riporterà nel vecchio ruolo, quello di esterno destro a tutta fascia. E anche la società gli ha ribadito totale stima. I Della Valle hanno già ricevuto offerte clamorose, ma non lo cederanno, almeno a giugno, e anzi gli allungheranno probabilmente l’attuale contratto inserendo una clausola rescissoria superiore ai 50 milioni. Chi vorrà Bernardeschi in futuro dovrà pagarlo a peso d’oro.
La Gazzetta dello Sport

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