Si parla di Pepito e il rischio è quello di lasciarsi condizionare dalla quota di classe rimasta inespressa, oppure dal passato strepitoso. O dai tre gol segnati alla Juve. Non è mai semplice avere idee definitive su Giuseppe Rossi, perché a proposito di quote inespresse c’è anche il timore che gli infortuni abbiano limato le sue capacità fisiche, più che la voglia stratosferica di tornare ad alti livelli. Il manager Pastorello scandisce al telefono una tesi chiara sul futuro di Rossi: «La Fiorentina ancora non ci ha comunicato le sue intenzioni, incontrerò Corvino entro due giorni. Giuseppe sarebbe felicissimo di restare a Firenze, il problema però è quello del modulo. Non vorremmo che si ripresentassero le condizioni per cui, lo scorso gennaio, abbiamo capito che sarebbe stato difficile trovare spazio nella Fiorentina».

In altre parole: Rossi non è una prima punta, né ha la gamba per fare l’esterno. E’ semmai una seconda punta che ha bisogno di una spalla per dialogare, scambiare, costruirsi gli spazi per infilarsi nel centro del calcio. E nel 4-3-3 (il modulo dal quale Sousa vorrebbe ripartire) sarebbe difficile per lui trovare una collocazione. Almeno in partenza perche poi, si sa, le novità in corsa possono servire.

Quindi il confronto Corvino-Pastorello sarà pieno di significati, perchè a Pepito potrebbe essere proposto anche un ruolo di «variante», una specie di part time di lusso per modificare gli equilibri a seconda delle esigenze (e dell’andamento del match). Altro dettaglio: Rossi si sta avviando verso lo svincolo (scadenza contratto giugno 2017) e anche di questo dovrà tener conto Corvino.

Contratto da rinnovare? E a quali cifre? Potrebbe invece essere Pepito a rinviare il confronto economico, sperando di potersi ritagliare una visibilità da monetizzare, poi, dal prossimo gennaio in regime di libertà? Domande attuali. Come anche questa: qual è posizione di Paulo Sousa? Nessun problema con Pepito, massimo rispetto per lui, la decicisione presa a gennaio dal giocatore non fu incoraggiata, ma semmai capita dall’allenatore.

Un requisito che Sousa pretende da Pepito, però, c’è: l’entusiasmo. E la voglia di rimettersi in gioco con l’idea di guadagnarsi un posto da titolare. Di questo difficilmente potranno parlarne Corvino e Pastorello, dovrà essere Rossi stesso a dare la risposta, magari con una telefonata a Sousa.

 

Angelo Giorgetti – La Nazione

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