Mazzette a Tavecchio in paradisi fiscali, è caos intorno al presidente della Figc

La grande inchiesta del giornale "La Verità". Il presidente avrebbe intascato diversi milioni di euro grazie a calciatori

Tavecchio mazzette e soldi in paradisi fiscali. Il presidente della Figc rischia è accusato da alcuni testimoni di aver intascato mazzette dall’ex arbitro di serie A Bruno Di Cola.

Il quotidiano “La verità”, diretto dal Belpietro, fa esplodere la bomba

Gli strani affari del padrone del calcio italiano Il business delle assicurazioni alla Lega dilettanti, con Tavecchio presidente, ha fruttato decine di milioni finiti in paradisi fiscali. Testimoni accusano: parte di quel denaro l’ha intascato lui, attraverso una società creata apposta negli Stati Uniti d’America

Quando scoppiò lo scandalo tangenti che ha costretto alle dimissioni l’ex padrone del calcio Sepp Blatter, il presidente della Figc Carlo Tavecchio prese le distanze con diplomazia: «Non voglio esprimere commenti, posso solo dire che in tempi non sospetti non gli ho dato il mio consenso. Se è stata fatta questa richiesta al comitato etico ci saranno dei buoni motivi».

Ora rischia di ritrovarsi in una situazione analoga, accusato da alcuni testimoni di aver intascato mazzette dall’ex arbitro di serie A Bruno Di Cola. Ricostruzioni che Tavecchio respinge nettamente ma che non mancheranno di suscitare polemiche, anche perché il ragioniere di Ponte Lambro non è nuovo a gaffe E scivoloni.

A puntare il dito contro di Tavecchio iniziò l’ex deputato del Pdl Amedeo La boccetta citando in Parlamento il casellario giudiziario del settantatreenne presidente della Figc ed ex sindaco democristiano di Ponte Lambro (Como): «Ha subìto condanne penali per un totale di un anno, 3 mesi e 28 giorni di reclusione» evidenziò.

Hanno proseguito i giornali sottolineando gli sfortunati affari immobiliari della Lega nazionale dilettanti con al vertice Tavecchio. Uno su tutti: nel 2008 la Lnd servizi pagò quasi 20 milioni di euro per 46 vani più sei soffitte, quattro cantine e dieci posti auto alla Vispa 07.
Quest’ultima, società schermata dalle fiduciarie Finnat e Fedra del gruppo Euroamerica di Giampietro Nattino, aveva acquisito l’immobile appena venti giorni prima da Beni stabili gestioni per soli 11 milioni.

I quotidiani hanno acceso i riflettori anche sul business dei campi da calcio in erba artificiale, costati in dieci anni circa mezzo miliardo di euro e realizzati per quasi un terzo da una società di amici di Tavecchio.
Ma un altro ghiotto affare è quello che riguarda la copertura assicurativa dei campi e dei tesserati. I giocatori in Italia sono ben 1.300.000, militano in 70.000 squadre e giocano circa 700.000 partite a stagione.

Una torta da molti milioni di euro che avrebbe arricchito Bruno Di Cola, ex vicepresidente dell’Associazione italiana arbitri e broker assicurativo, oltre che stretto collaboratore di
Tavecchio.

Un teste molto importante è il fiduciario svizzero Marcello Gianferotti, cinquantenne abruzzese oggi trapiantato a Barcellona: «È vero che ho conosciuto Tavecchio insieme con il signor Di Cola, altro mio cliente. Ed è ugualmente vero che per costituire la sua società offshore Tavecchio si rivolse alla mia fiduciaria, la Gibor Trust Llc, con sede a Lewes in Delaware e succursale a Lugano»

I soldi di Di Cola sono volati in diversi paradisi offshore proprio negli anni in cui alla Lega nazionale dilettanti comandava Tavecchio. Il quale non solo avrebbe ottenuto la sua
quota, ma avrebbe costituito una società ad hoc nel Delaware.

Il dato certo è che con Tavecchio in Lnd, Di Cola ha incassato milioni di euro e che quei soldi hanno fatto il giro del mondo, passando dalla Svizzera, al Brasile, dalle Isole Vergini, alle Cayman e al Delaware, piccolo paradiso fiscale all’interno degli Stati Uniti d’America.

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