Lettera di una Sampdoriana a Firenze: “Cari fiorentini, vi ringrazio…”


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Cari fiorentini, voglio raccontarvi la mia trasferta allucinante a Firenze, con minacce e intimazioni di strip tease. Non ci credete? Ero andata nel capoluogo un giorno prima della partita con mio nipote 12enne, ospiti di amici, ho cenato in pizzeria con la pashmina blucerchiata al collo senza che alcuno avesse da obiettare.
Domenica mattina, indossate le divise della Samp, siamo stati accompagnati al Franchi per accedere al settore “parterre maratona coperta”. I tifosi viola ci hanno indicato le entrate con molta gentilezza e cortesia. Abbiamo attraversato i giardini di Campo di Marte dove c’erano famiglie con bambini che giocavano nell’attesa di entrare allo stadio, siamo praticamente passati dall’ingresso della curva Fiesole e anche lì sempre con molta educazione i tifosi “avversari” ci hanno indicato la strada giusta. Mentre eravamo in coda al tornello un signore che ha notato i biglietti in mano ci ha cortesemente invitati a spostarci nel tornello vicino perché quello era riservato ai soli abbonati e avremmo fatto una coda per niente.
Entrati sugli spalti, abbiamo “appoggiato” la bandiera sul cristallo divisorio e ci siamo messi a fare foto e guardare i giocatori durante il riscaldamento. Pochi minuti e arriva uno steward che, molto gentilmente, ci chiede a nome del Questore di ritirare la bandiera per evitare problemi di ordine pubblico trovandoci in un settore viola. Ho capito la situazione, ho tolto la bandiera e siamo andati a sederci ai nostri posti. Cinque minuti e riecco lo steward, a chiedermi di riporre la bandiera che tenevo piegata sulle gambe, altrimenti per ordine del questore sarebbe stata sequestrata. Eseguo anche questo ordine.
Finita qui? Macchè. Altri cinque minuti e lo steward si ripresenta, sempre a nome del questore, intimandoci stavolta di coprire o togliere le magliette. Stavolta mi sono rifiutata di obbedire: o indossavo la felpa in acrilico, sottoponendomi a una specie di sauna, o restavo praticamente nuda con tanto di rischio di oltraggio al pudore. E dire che ai tornelli eravamo entrati con le maglie della Sampdoria, nessuno aveva chiesto nulla, all’atto della perquisizione la bandiera non aveva destato obiezioni. E poi, al dunque, il questore mi chiede di spogliarmi?
Alla fine di tutta questa sceneggiata traggo le mie conclusioni:
1- “qualcuno” ha offeso la mia persona semplicemente chiedendomi di cambiare “abito” perché non consono all’area dello stadio in cui mi trovavo e mi sento offesa a nome dei tifosi viola per aver messo in discussione la loro correttezza nei confronti di una donna e un bambino.
2-ringrazio il popolo Viola per la correttezza e la sportività dimostrata nell’arco di tutta la giornata in giro per Firenze e dentro e fuori lo stadio.
Alla fine di tutto questo mi chiedo chi veramente sia più intelligente, tra un’autorità che certe regole dovrebbe farle rispettare sin da fuori lo stadio e tifosi che svolgono il loro semplice ruolo di sostenere la loro squadra senza per forza importunare gli ospiti.
Il calcio che vogliamo è esattamente quello che ho vissuto io domenica a Firenze: serio e responsabile, ma solo tra tifosi.

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