LETTERA APERTA A GIUSEPPE ROSSI

Lettera aperta a chi ha scritto un pezzo di storia viola, Giuseppe Rossi

Caro Giuseppe,
Iniziare questa lettera con un GRAZIE è senz’altro il miglior modo.
Che dire… sei arrivato a Gennaio del 2013 con la voglia di rientrare e di ripagare la fiducia riposta in te. Arrivasti quasi mortificato per via del tuo infortunio, il tuo esordio a Pescara, nell’ultima partita fece subito capire cosa ci aspettava di meraviglioso.
Fiorentina-Catania, prima giornata. Primo goal stagionale… tuo. E non poteva che essere così: destro chirurgico all’angolino e la tua festa, braccia alzate per tuo padre che ti supporta da lassù. “E per la Fiorentina ha segnato… con il numero 49 Giuseppe!!!! ROSSI!” Non dimenticherò mai quel primo boato. Le partite passavano e tu segnavi ma non puoi immaginare che cosa hai combinato nei nostri cuori quel 20 Ottobre 2013… una data indelebile e sono sicuro anche per te. Sotto 0-2, allo stadio lo sconforto più totale, ricordo bene un ragazzo poco distante da me sugli spalti che esclamò alla fine del primo tempo: “Non ci salva nemmeno Gesù”.

Non aveva fatto i conti con la tua voglia di rivalsa.
Io il goal che mi porto nel cuore è il pareggio, spesso mi capita di immedesimarmi nei giocatori e di dire sottovoce cosa fare, e in quel caso mi sentivo proprio in campo… ecco lo stop, dribbling su Pogba, sussurrai “tira beppe” saetta, 2-2. Ho i brividi a pensarci ancora oggi… Non contento però ti sei voluto portare il pallone a casa con quel sinistro a giro indimenticabile. 4-2 tripletta di Giuseppe Rossi. Juventus annientata e dopo più di 5000 giorni siamo tornati a vincere contro “lei”.
Io in quel dannato Fiorentina-Livorno non ci volevo credere, palla in verticale, lontanissimo dalla porta avversaria e ti vedo falciare con una veemenza incredibile, la prima sensazione fu quella di paura. E quando tu passasti sotto la tribuna capii subito che l’incubo era ricominciato. Troppo evidente il tuo sconforto.
La sfortuna non ti ha mai dato pace ma tu hai insegnato a noi tutti che persona sei, che uomo sei e che fantastico giocatore sei, capace di rialzarsi ogni volta dopo ogni dannato infortunio, e spesso capace di vincere le partite da solo come a Reggio Emilia contro il Sassuolo, rimpallo strano colpo di destro e via, 3 punti.

Vederti vicino al rientro e poi di nuovo fermo, vederti a Levante e poi da noi usato col contagocce, che rabbia. Il precampionato quest’anno mi faceva pensare al meglio ma si sa, il calcio è materia strana.
Io mi innamoro spesso delle emozioni che trasmette un giocatore, beh sappi che tu negli ultimi anni sei il giocatore viola che mi ha trasmesso di più, con quei colpi di genio così belli, con le tue esultanze sempre di rabbia e di sfogo… come si fa a non amarti?

Beh, grazie Giuseppe, grazie per le perle in pallonetto col Bologna in quel cielo che sembrava tinto di viola, o quel sinistro “a togliere la ragnatela” a giro con la Sampdoria.

Grazie di averci provato mille volte, di aver dichiarato amore onorando la nostra maglia in ogni minuto che l’hai vestita. Giocatori con il tuo talento qui a Firenze non passano inosservati perché tu, HAI SCRITTO UN PEZZO DI STORIA VIOLA. E Firenze non dimentica, mai. Ci lasci dopo aver realizzato 34 presenze e 16 reti in Serie A…una più bella dell’altra…

“Giuseppeeeee ROSSI!” Il boato echeggia nella mia testa, i brividi mi scorrono lungo la schiena, e i tuoi goal me li rivedo mille volte nei miei sogni viola.
Buona fortuna Giuseppe, spero sia soltanto un arrivederci.

Gabriele Caldieron

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