È una storia vecchia come il mondo, a Firenze se devono pensare al meglio o al peggio si pensa sempre e solo al peggio. Attenzione però, questo non è certo sempre un difetto, ma talvolta è la base della mentalità vincente. Pensare a migliorare ciò che va male e a quello che sarebbe dovuto andare meglio e non a ciò che è andato bene.

La partita di ieri contro l’Inter è lo specchio di questo. Venti minuti disastrosi della squadra viola e 80 minuti in crescendo, dove la Fiorentina ha giocato, lottato, e per certi pezzi del match anche deliziato tecnicamente il pubblico. Qualcuno a fine gara, non ne ha voluto sapere del disastro arbitrale, non ne ha voluto sapere dei restanti 80 minuti positivi di gara ma si è soffermato solo e soltanto sui 20 minuti di approccio totalmente sbagliato della squadra.

“Eh dai, abbiam preso 3 gol in 20 minuti, non ci possiamo lamentare mica dell’arbitro”

Perché? Chi lo ha detto? Questo è quanto si legge o si sente dire da molti dopo la gara di ieri. Va bene i 20 minuti disastrosi, ma dopo ce ne sono stati altri 80. Ottanta minuti nel quale la squadra di Paulo Sousa ha dimostrato di avere carattere, di essere compatta, di avere tanto spirito di sacrificio, di avere idee di gioco, di avere coraggio. Di essere davvero una SQUADRA.

Se non ci fosse stato il disastro dell’arbitro Damato chissà come sarebbe andata la partita. Con un punteggio di 3-1 e con un predominio che via via si stava facendo sempre più consistente da parte di Borja Valero e compagni. Non lo sappiamo. Ma sappiamo che per 80 minuti la Fiorentina ha fatto bene, tanto bene. Un bene che non puo essere cancellato e che dal quale si deve ripartire. Da un Astori in versione superman, da un Borja Valero leader, da un Ilicic trascinatore e giocatore con carattere, da Sousa che lancia con coraggio due giovani (altri esterni in panchina non c’erano, nè Babacar e nè Zarate lo sono, anche se si puo discutere sul cambio di Bernardeschi e non di un Tello in perenne versione compitino). Bisogna ripartire da qui, tocca a Sousa correggere i grandi errori iniziali, ma 80 minuti sono più di 20.

Passiamo a Sousa, ciò che dice e ciò che fa provoca danni inestimabili sia all’immagine della Fiorentina, sia alla società e sia talvolta anche ai tifosi. È in guerra aperta con la società e lo sappiamo. Ma come allenatore ieri ha saputo compattare la squadra nell’intervallo studiando un assetto intelligente. Una frana come comunicatore, ma come allenatore di certo non è uno scappato di casa. Questo è bene ricordarlo.
Flavio Ognissanti

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