“La Nazionale è un sogno. Giusta la 10 a Motta. Ruolo? Vorrei fare il trequartista. E Corvino…”

A Coverciano il fantasista della Fiorentina Federico Bernardeschi ha preso la parola in conferenza stampa. Ecco le sue dichiarazioni.

Ti senti l’outsider della Nazionale?
“Sono sicuramente il più giovane, per me è un privilegio essere qui con tutti questi campioni. Darò il massimo per contribuire agli obiettivi della squadra”.

Ti trovi negli schemi di Conte?
“Io cerco di adattarmi, gli schemi li decide il mister e io devo solamente dare il meglio”.

Tatticamente e tecnicamente dove ti senti di poter fare meglio?
“Tatticamente credo di poter dare il meglio sull’esterno destro, ma mi piacerebbe fare il trequartista. Tecnicamente mi piace giocare con il pallone e andare in profondità”.

Ti sei sentito a volte di rischiare l’esclusione?
“Beh, se neanche De Rossi si è sentito sicuro del posto, anche io lo ero! Però poi per fortuna è arrivata la chiamata”.

Come vivrai questa prima avventura azzurra?
“Questo Europeo è il coronamento di un sogno. Penso che qualsiasi bambino sogni la convocazione nella nazionale maggiore. È una soddisfazione grandissima, e un orgoglio personale”.

Quali sono i tuoi sogni per questo Europeo?
“Non mi accontenterò di essere semplicemente qui, ogni giocatore ha i propri sogni, così come la squadra. Uno dei miei sogni sarebbe vincere questo torneo, ce la metteremo tutta”.

La tua convocazione nel ‘gruppo storico’ ha sorpreso. Hai un idolo e un modello a cui ti ispiri?
“È stata una grande soddisfazione quando è arrivata la chiamata di Conte. Il mio idolo da bambino era Shevcenko, per me un fenomeno vero. Un modello vero e proprio non ce l’ho, ma cerco di prendere il meglio da tutti i migliori che incontro”.

Le parole di tuo padre?
“In realtà non si era mai sbilanciato con me, anche perché io in primis sono stato sempre molto critico con me stesso. Cercherò di fare il meglio possibile per quelle che sono le mie caratteristiche e le mie qualità”.

Che rapporto hai da tifoso con la nazionale da spettatore?
“Il Mondiale del 2006. Ci eravamo radunati tutti in piazza davanti a un megaschermo, per sostenere tutti insieme la nostra nazione. Durante la partita sono impazzito. Le emozioni più belle sono quelle che uniscono i vari colori nella vittoria della Nazionale”.

L’assegnazione della 10 a Thiago Motta?
“Condivido la scelta. Lo merita per ciò che ha fatto in carriera e per le qualità e le doti che ha. È una scelta che condivido fortemente”.

Un commento sul ritorno di Corvino a Firenze?
“Sono molto contento, gli auguro in bocca al lupo, tanto ci sentiremo presto”.

Talento dei singoli o forza del collettivo?
“Oggi è un giocatore che si deve adattare alla squadra, e non il contrario. Ogni giocatore deve imparare al meglio vari ruoli e saperli interpretare bene”.

Il tuo rapporto con Buffon?
“Gigi per me è un modello al quale ispirarsi quotidianamente, cerco di prendere tutto il meglio da lui”.

Un messaggio per i ragazzi che come hai fatto te sognano il grande salto dalle giovanili?
“Ai ragazzi delle giovanili voglio dire di continuare a lavorare senza perdersi, che poi le singole caratteristiche dell’uomo e del calciatore verranno fuori”.

Cosa ti chiede Conte?
“Di puntare l’uomo per fare superiorità numerica quando è possibile. In fase di non possesso invece di seguire le sue indicazioni, seguendo sempre i movimenti del resto della squadra. Anche ai giocatori più offensivi è richiesto di rimanere collegato”.

Si dice che questa nazionale scarseggi in quanto a talento.
“C’è una qualità del gruppo più che dei singoli. La grande forza di Conte dovrà essere quella di riuscire ad amalgamare noi che siamo più giovani con il gruppo dei senatori di questa squadra. Non puntiamo sul talento del singolo”.

Hai ripensato al tuo esordio con la Nazionale dal primo minuto?
“Con la Germania ci è mancato quel passaggio per poter fare più male. Quella sera la Nazionale ha sfigurato per il risultato, ma dal punto di vista del gioco eravamo presenti. C’erano tanti giovani, come me, che erano alla prima da titolare. La Germania gioca insieme da molti anni, è un gruppo che si conosce bene e in campo avevamo di fronte giocatori che avevano vinto insieme un Mondiale e di caratura internazionale”.

Fonte: Firenzeviola.it

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