Ecco come la Fiesole ha contestato societa e squadra ieri. Sul futuro silenzi che sanno di conferme…

Sarà che c’è stato il sabato del «vogliamoci bene», sarà che tutti pensano a festeggiare il primo scudetto e l’ultima di capitan Pasqual, sarà che Fiorentina-Palermo è di sonnolenza che neppure una scatola di «Tavor» per cena, anche i fischi e la contestazione di fine stagione appaiono fatta di panna montata. «Spendere, bisogna spendere per poter vincere…», tono senza livore, quasi con l’aggiunta della speranza che i cambiamenti del sabato possano davvero dare il via a una nuova stagione del rapporto con i Della Valle. Una sorta di…buffetto. Anche gli striscioni che sono stati srotolati all’inizio della gara («Imparate dal nostro progetto, amore incondizionato e per la storia rispetto» e «Se ti manca la passione trasmetti solo delusione») hanno punteggiato la delusione per una stagione che molto ha promesso nella prima parte e niente ha dato da gennaio in poi.
 
Forse l’incipit della delusione di Firenze è tutto in quel «Meritiamo di più» che la curva Fiesole ha cantato mentre la gara si stava esaurendo in un’interminabile serie di passaggi laterali. Se non ci fosse stato il sabato delle promesse e della conferma di Sousa probabilmente la reazione del Franchi sarebbe stata più acida. Alla fine ha prevalso la speranza che davvero stia cambiando qualcosa. Nuovo amore per il passato e per la costruzione del futuro. Sarà davvero così? In fondo meglio sperare che anticipare paure e preoccupazioni. Così i tifosi hanno lanciato solo il loro messaggio, una sorta di «consiglio» di maggior amore. E’ comunque una ripartenza, il modo di fissare un punto di rilancio, per suturare ferite e ritrovare la sintonia che progressivamente è parsa perdersi.
 
Non c’è stato modo e tempo per sentire Andrea Della Valle e il presidente esecutivo Mario Cognigni in riferimento al punto conquistato e al quinto posto alla fine difeso. E neppure su quei fischi finali, su quegli slogan, su striscioni e il senso di delusione che ha preso il sopravvento su tutto e tutti. Entrambi infatti se ne sono andati un quarto d’ora prima del fischio finale, motivi di lavoro, auto e poi aereo per Londra e Parigi. Lavoro, torneranno nei prossimi giorni per iniziare la ricostruzione.
Appuntamento fissato con Sousa, ci sarà anche da ufficializzare l’organigramma tecnico. Cambiamenti? Per il momento nessuno anticipa rivoluzioni, tutto in stand by? Ieri il ds Pradè ha raccontato: «Il Palermo non ha mai provato la conclusione, noi non volevamo perdere, serviva il quinto posto e ce lo siamo presi. E’ stata la tipica partita di fine stagione. Noi la volevamo vincere ma non dovevamo perdere. L’incontro con Andrea Della Valle per il futuro? Ripartiamo, da questo, Sousa c’è con la testa e la passione, adesso dobbiamo migliorare. Sono stato quattro anni alla Fiorentina e se ci sarò ancora sarà per la fiducia che i Della Valle hanno nei miei confronti. Il mercato? Cognigni è il nostro referente e per noi non cambia niente, sul mercato abbiamo già le idee chiare. Lisandro Lopez? Certe piste non cadono mai anche se oggi è ancora infortunato». Ma sussurri sul futuro? Niente, Pradè nega anticipazioni, niente sarebbe ancora fissato. Le voci su Pantaleo Corvino? Silenzio anche da quella parte, così come per Marino, Sogliano, Sartori, Lo Monaco. Ma è questione di ore e comunque l’asse definito è quello che parte da Della Valle-Cognigni e finisce con Sousa. Sempre che Firenze non sappia regalare una delle sue improvvise manovre a U.
Alessandro Rialti – Corriere dello Sport

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