Josip e Nikola, Sousa ha avuto le risposte che cercava. E da Baba un’amara considerazione…

Questa sosta avrebbe dovuto cambiare tutto ma invece...

La pausa per le nazionali doveva servire per rimescolare le carte e restituire al campionato una Fiorentina diversa, sotto il profilo del gioco e dei risultati. Magari anche in alcuni attori, alla luce delle prestazioni tutta sostanza e gol di Babacar, oppure quelle opache come le ultime di Ilicic. Ma alla fine Sousa proprio dalle sfide internazionali ha avuto le risposte che cercava. Kalinic, alla fine, tra la partita contro il Kosovo e la Finlandia ha messo insieme 37 minuti e una rete (contro i balcanici), riducendo così le tossine da smaltire al rientro in Italia. Chi pensava a un Kalinic stremato si è dovuto ricredere e le sue quotazioni sono in rialzo e sappiamo quanto Sousa punti – giustamente – sul suo attaccante preferito, pronto a guidare l’attacco anche domenica.

Ilicic contro la Slovacchia ha giocato tutta la partita come contro l’Inghilterra subendo un fallo da codice penale di Cahill nel finale che poteva costare davvero caro. Lo sloveno ha giocato una buona gara, tornando a essere un fattore importante nell’economica del gioco del ct della Slovenia Katanec. Elogi che gli sono arrivati anche da Hart, il portiere del Torino e della nazionale inglese impressionato dal sinistro del numero 72 viola. Insomma, Ilicic pare aver finalmente ritrovato lo smalto della passata stagione. La Fiorentina ha bisogno dei gol dello sloveno, uno dei pochi a essere insidioso con le conclusioni da fuori. Il rigore sbagliato contro il Milan è stato di fatto il suo punto più basso di inizio e il rischio di finire in panchina è stato reale. Fino alla parentesi con le nazionali, appunto. Unico ostacolo tra Ilicic e una maglia da titolare contro l’Atalanta potrebbe proprio essere quel fallaccio di Cahill. Oggi sarà valutato dai medici viola.

Alla fine dei conti chi potrebbe andare nuovamente in pachina è di fatto Babacar, protagonista delle ultime partite della Fiorentina.

Ma cosa deve fare l’attaccante per convincere l’allenatore a giocare dall’inizio?

Domanda che ha il sapore della beffa, soprattutto per Baba che ha sofferto e ingoiato rospi fino a tornare quello che sa fare meglio: gol. E rinunciare a uno così è davvero complicato da comprendere, ma i presupposti sono proprio quelli, ammesso che Sousa non cambi modulo, oppure rinunci a Kalinic con il senegalese unica punta. Si può fare, certo a patto che il primo a crederci sia proprio l’allenatore. Allenatore che ha aperto un ampio credito nei confronti di Baba, almeno a parole, elogiandolo per impegno e applicazione. Servono ora risposte dal campo e, soprattutto, serve che giochi con maggiore continuità.
Giampaolo Marchini – La Nazione

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