La partita lascia troppo amaro in bocca, sarà per il primo gol subito che nasce da un evidente fallo di mano di Iago Falque, sarà per il fatto che il Torino non ha mai dominato la squadra viola ma anzi, ha vinto la partita con poco più di due tiri in porta. La squadra di Mihajlovic è stata molto più furba rispetto alla truppa viola, perdeva tempo dopo il vantaggio, sapeva gestire la palla e si è difesa sempre abbastanza bene sugli attacchi confusionari della Fiorentina.

Del Torino possiamo dire che ha vinto la partita giocando difesa e contropiede, a qualcuno queste parole non piaceranno ma purtroppo la Fiorentina esce sconfitta meritatamente dall’Olimpico facendosi battere in questa maniera. Degli episodi arbitrali meglio non parlare, sarebbero solo alibi per coprire problemi reali di questa Fiorentina.

La squadra di Sousa è stata confusionaria nel palleggio e in fase di impostazione, il giocatore tecnicamente migliore della squadra viola si chiama Borja Valero e lo spagnolo non gioca ormai più a centrocampo e la differenza si vede eccome, la Fiorentina non sa più creare gioco e gestire la partita. Sin dal primo minuto è sembrata in balia degli attacchi granata. La squadra di Mihajlovic è vero che attaccava solo in contropiede ma è anche vero che quando lo faceva metteva in grande difficoltà tutta la retroguardia gigliata.

Borja Valero deve tornare a giocare a centrocampo (non ha i tempi di gioco del trequartista, ha altre caratteristiche) è anche vero che la partita di Torino ha evidenziato un Milan Badelj in condizioni disastrose. In avanti non mancano le occasioni, anche contro il Torino la Fiorentina ne ha avute. Manca l’imprevedibilità e quel povero Kalinic che lotta sempre da solo contro una difesa intera, si crea le occasioni da gol ma poi, sia per demerito suo sia per il fatto che ci arriva in affanno spreca malamente. Il croato deve avere una spalla, lo scorso anno beneficiava del suo gioco Ilicic, quest’anno lo sloveno non funziona come al solito soprattutto in fase offensiva.

Le due punte funzionano, magari con le due punte si gioca meno la palla e si crea meno palleggio ma si è tremendamente più efficaci e realizzativi, ormai se ne sono accorti tutti tranne Paulo Sousa. E la colpa per fortuna adesso non può essere data più al mercato che nonostante un budget da zero centesimi, ha dato alla squadra giocatori utili e funzionali. La Fiorentina non è di certo più forte dello scorso anno, ma è decisamente molto più completa.

Sousa deve uscire dal suo stagno tattico, in questo momento la Fiorentina con questo modulo e assetto di gioco non punge e non segna. I giocatori ci sono, e come dimostrano Babacar e Zarate anche le riserve sono pronte e sul pezzo, per non parlare di Carlos Sanchez che sta tenendo in panchina uno come Vecino.
Insomma la rosa c’è, di certo non è una squadra per lottare per vincere lo scudetto ma almeno tra le prime cinque ci può essere tranquillamente. Adesso tocca a Sousa

Detto questo la classifica non deve ingannare, fino ad ora la squadra viola ha incontrato già Juventus, Roma, Milan e Torino. Su 6 partite giocate il calendario non ci ha proprio dato una mano. C’è tempo e ci sono le soluzioni, Sousa deve semplicemente uscire dalla sua confusione tattica e la squadra ritrovare brillantezza fisica.
Flavio Ognissanti

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