Grazie Damato perché se non era per te e per la tua ridicola direzione di gara non saremmo mai riusciti ad uscire dal campo di San Siro in modo onorevole. Paulo Sousa ti deve un caffè, come minimo.


Perché prima della gara abbiamo detto un sacco di cazzate, sia noi come tifosi (anche se con una firma non esattamente riconducibile) che noi come dirigenti (allenatore in primis).

Corvino aveva provato a dire nella conferenza stampa pre-gara che eravamo tutti uniti e che remavamo tutti dalla stessa parte, ma in realtà non era così.

I primi venti minuti lo hanno testimoniato.

Poi una serie di fischi assurdi, un’espulsione ingiusta, un rigore negato, una gestione dei cartellini ridicola.

E improvvisamente la Fiorentina sboccia.

Ilicic dopo un primo tempo silenzioso mostra un paio di coglioni insospettabili e sale in cattedra dominando la ripresa in lungo e largo.

Borja Valero, da sempre un inutile “protestatore” seriale, tira fuori grinta e cattiveria e tutto incazzato com’era sembrava quasi un calciatore utile alla nostra causa.

Astori mette in chiaro se ancora ce ne fosse bisogno che è lui il reale trascinatore di questa squadra.

Ma quello che mi fa veramente trasalire è la “combo” Sousa-Corvino ai microfoni, che si comportano da allenatore e da dirigente veri. Cosa che non accadeva da tempo.


Sousa sereno e sorridente si dice giustamente orgoglioso dei propri ragazzi nonostante i primi orribili venti minuti. E decide di evitare domande trabocchetto sul mercato, concentrandosi sul calcio in senso stretto.

Corvino sottolinea sempre il terribile inizio, ma chiede giustamente rispetto e tiene a precisare la ridicola direzione di gara. A sostegno di un allenatore che chiaramente non doveva cercare alibi ai suoi giocatori.

Sembriamo quasi una squadra normale stasera, nonostante la partita più pazza degli ultimi anni.

Grazie Damato. Se non era per te quasi ci dimenticavamo di quelli che eravamo.
Siamo stati più Fiorentina in queste ultime 3 ore che in questi ultimi 3 mesi.

Dario “Ghebbe”

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