Dopo Borja Valero e Davide Astori, è il turno del nuovo capitano della Fiorentina Gonzalo Rodriguez di parlare in sala stampa. Queste le sue parole:

Le sue sensazioni sulla nuova Fiorentina in confronto alle altre? Il suo futuro invece? Io sono felice qua mi hanno sempre trattato bene. Sono fiero di essere capitano. Tra un mese arriverà il mio procuratore e parleremo di futuro. Ora ho la testa qua, abbiamo un grande gruppo e faremo bene.

C’è sempre la voglia di chiudere la carriera al S.Lorenzo? Ogni anno è diverso, la Fiorentina mi ha dato tanto. Mi piacerebbe un giorno tornare in Argentina ma ancora ho tanto da dare, la mia testa ora è qua.

Che succede in Argentina, che ne pensa di Messi? Mi è dispiaciuto di Messi, il migliore al mondo. Dispiace che abbia rinunciato ma la gente è con lui e spero che abbia preso una decisione frettolosa. In Argentina una vergogna, siamo senza presidente e ci deve essere una persona che ami il calcio.

Che ne pensa della difesa a 4? Per me è uguale sia a 3 che a 4. Avere Sousa è un vantaggio, da sempre qualcosa in più. Ormai noi “vecchi” conosciamo i modi di attaccare e di difendere.

Quali sono stati gli errori dell’anno scorso? Vi aspettate rinforzi difensivi? Dobbiamo migliorare rispetto allo scorso anno. Eravamo partiti bene ma poi ci hanno raggiunti. E’ difficile mantenere la continuità. Ora torneranno giocatori dalle nazionali poi speriamo in qualche rinforzo.

Che ne pensa dei giovani? Diks è difficile valutarlo ancora. Si vede che è veloce ma è presto. Bagadur ancora deve crescere così come Mancini. Dobbiamo avere pazienza.

Puoi raggiungere i 26 gol di Passarella? Mi vergogno a essere paragonato a lui ma è un obiettivo, anche se prima penso a difendere.

Sei più responsabilizzato con la fascia? Io penso sempre ad aiutare, sono sempre lo stesso. Aiuterò i giovani per il bene della Fiorentina.

Quando vi siete accorti del calo mentale lo scorso anno? Non abbiamo avuto cali fisici ma mentale. Con Juve e Napoli abbiamo fatto grandi partite senza ottenere risultati. Quindi quello che c’è mancato di più, sono i risultati

Comments

comments