Ultima partita casalinga per la Fiorentina, che grazie ad uno striminzito pareggio, riesce a blindare un miserabile quinto posto.

Sousa decide di schierare un’innovativa Fiorentina, con Kalinic unica punta sostenuta da Ilicic e Zarate. Il croato, con pochissimi gol nel girone di ritorno, è stato l’unico ad impensierire veramente il Palermo grazie ad un clamoroso palo colpito da distanza ravvicinanza. Oltre a lui, pochissime sono state infatti le azioni trasformabili in gol. Zarate lotta ma ha nuovamente bisogno di un pallone tutto per se (troppo egoista in alcune occasioni) e Ilicic non vede quasi mai palla. Lo sloveno inoltre, viene fischiato al momento della sua uscita.

Partita brutta, molle, che nulla ha da dire ad una Fiorentina sempre più sprecona nel tempo. Tanti passaggi in orizzontale e pochi, pochissimi in veriticale verso la porta per cercare almeno, d’impensierire Sorrentino.

Bernardeschi sembra il fratello di quello visto ad inizio anno, Borja rallenta notevolmente il gioco, Gonzalo esce troppo spesso dalla difesa rischiando di prendere più uomo che palla. Solo Astori mostra continuità, dimostrandosi per lo più sicuro nei tempi e nelle chiusure.

Bellissima la festa finale per Pasqual, giocatore che ha vestito la maglia viola per 11 anni, che ha vissuto gioie e dolori, feste e contestazioni, pianti e risate. Il giocatore classe 1982 ha rischiato di andare in Serie B e ha giocato la Champions in campi come quello dell’Allianz Arena e quello, magico, di Anfield Road contro il Liverpool. Le sue lacrime, al momento della sostituzione, dicono tutto sulla meravigliosa persona e sul suo attaccamento alla città.

Grazie per tutto Manuel e in bocca al lupo per il proseguimento della tua carriera.

 

Matteo Fabiani

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