Fiorentina nel caos legale? Corvino aveva svincolato il nordcoreano Choe, ma il suo contratto è ancora valido…

La curiosa vicenda che è finita anche in parlamento. La società non voleva pagare lo stato coreano ma invece...

Ricordate il giovane calciatore nordcoreano Song Hyok Choe, tesserato a febbraio dalla Fiorentina e svincolato a luglio, ha un contratto valido con il club viola. Negli ultimi mesi la Fiorentina ha cambiato direttore generale e preso un’altra mezza dozzina di stranieri di quell’età, uno proprio nel ruolo del ragazzo, in questi giorni a Pyongyang con la nazionale Under 20: quando tornerà in Italia chiederà il reintegro, forte di un pronunciamento in suo faore del tribunale Federale Nazionale della Figc, sezione tesseramenti.

A Firenze, Choe, ha giocato pochissimo: appena 4 spezzoni di gara, sufficienti a sollevare l’interessamento di due deputati Pd, che vogliono sapere se è vero che il regime nordcoreano, liberticida e sotto embargo internazionale, requisisca gli stipendi dei pochi autorizzati a lavorare all’estero, e presentano un’interrogazione parlamentare (rimasta senza risposta). Il club non vuole essere associato in alcun modo a una dittatura come quella del governo della Corea del Nord e per questo Pantaleo Corvino, subentrato nel frattempo, non sembra molto interessato al potenziale del ragazzo, che viene svincolato con la procedura riservata a quelli che non hanno un contratto professionistico.

La Gazzetta raccontò la storia, altri media la ripresero, la lessero Michele Nicoletti e Lia Quartapelle, deputati del PD, e presentarono un’interrogazione parlamentare, chiedendo se questi giovani calciatori subissero il trattamento descritto in un rapporto del Database center for North Korean Human Rights. “Nessun nordcoreano che lavori fuori dai confini nazionali può tenere per sé lo stipendio Ai nordcoreani vengono normalmente negati contatti con la stampa, mentre le relazioni con i colleghi stranieri sono limitate a quanto strettamente necessario per l’effettiva esecuzione del lavoro [..] sono inoltre fortemente limitate le comunicazioni con la Corea del Nord, che possono avvenire solo parzialmente e per corrispondenza. Sono infine vietati l’utilizzo dei social network e l’accesso ad internet; appena arrivano in territorio straniero, ai nordcoreani vengono confiscati i documenti. In questo modo, se si allontanano dal luogo di lavoro, non possono provare la propria identità [..] Pare che, in media, il 70 per cento dello stipendio debba essere devoluto all’autorità”.

In realtà Choe, che interessava anche all’Inter, arrivata però quando i viola erano già avanti con la trattativa, era tesserato come “giovane di serie”, quindi non percepiva uno stipendio. Come a dire che la Fiorentina – che non commenta ufficialmente la vicenda – non aveva certo finanziato un regime sotto embargo, che ogni tanto si vanta di aver costruito e testato la bomba atomica. Ma prima o poi, se il giocatore avesse cominciato a segnare, il problema del contratto si sarebbe posto. Anche perché il vincolo da “giovane di serie” non può essere prolungato oltre i 19 anni. Piuttosto che addestrare e valorizzare un talento grezzo che non avrebbe potuto contrattualizzare, la Fiorentina ha preferito lasciarlo libero.

Come racconta la Gazzetta dello Sport, il calciatore ha fatto ricorso, sostenendo che il contratto in realtà ci fosse. “Lo avevano firmato, ma il club non lo ha depositato, spiega l’avvocato Fabio Giotti, che ha seguito il caso assieme a Gianluca Dominici, dopo lo svincolo lo abbiamo fatto noi. E la Federcalcio ci ha dato ragione, riconoscendone la validità. Appena il ragazzo tornerà dagli impegni con la nazionale, chiederemo stipendi arretrati e reintegro in squadra”. Adesso la storia si fa intricata, aspettiamo la risposta della Fiorentina…

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