Basta gossip, voci e vocine, basta scenari apocalittici, depressioni diffuse e quella frase che circola da un po’: «Non vedo l’ora di arrivare alla fine». Ragazzi, tregua. Al Franchi domani c’è la Juve. Ed è inutile far finta che sia una partita come le altre. Certo, l’adrenalina non è al top e l’idea di lottare per il quarto posto non eccita come pensare alla Champions o a chissà cosa. Però, anche se le premesse non agitano la fantasia e questa domenica non sarà nemmeno decisiva per lo scudetto altrui, la verità è che quando sul campo, sotto i riflettori del vecchio Franchi, appariranno maglie viola e bianconere, la malinconia stagionale sparirà all’improvviso, perché il tifo è una cosa che passa dal cuore e al cuore poco importa fare calcoli e ipotesi su quello che sarà. Conta quello che passa adesso davanti agli occhi e quei colori che si sfidano sono un fremito interiore, su questo non ci piove: per i ricordi, per l’orgoglio, perché “la sfida” è sempre “la sfida”. E anche se questa volta il sold out ancora non c’è (32 mila i biglietti venduti), alla fine lo stadio sarà comunque pieno e il colpo d‘occhio rievocherà i giorni migliori, quelli di un calcio che non esiste più. E il futuro può attendere.

 

Benedetto Ferrara – La Repubblica 

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