Quante volte abbiamo letto di tifosi che rimpiangono Vittorio Cecchi Gori e i suoi anni di presidenza alla Fiorentina. Bisogna però dire che la maggior parte dei tifosi viola non hanno affatto dimenticato quegli anni tribolati e il relativo fallimento e preferisco di gran lunga la gestione Della Valle. Diverse gestioni, diversi pregi, diversi difetti…

Ma qual’è la vera grande differenza tra le due proprietà che si sono succedute alla guida della Fiorentina? 

La vera grande differenza sta nell’atteggiamento, Vittorio Cecchi Gori era prima di tutto un tifoso sfegatato della squadra, mettava la Fiorentina prima di qualunque cosa, per la Fiorentina e per la sua disperata salvezza economica ha venduto addirittura alcune delle sue più ricche proprietà, in ogni suo film non poteva mancare una frase o un simbolo che non richiamava Firenze e la Fiorentina. La sua gestione troppo da tifoso ha fatto anche precipitare la situazione in casa viola, situazione conclusa poi con il fallimento del marchio ACF. Cecchi Gori non ha avuto l’equilibrio di gestire una situazione precaria ma ha continuato fino all’ultimo in una gestione con pochi freni e controlli anche quando le casse non lo permettavano. Per questo motivo negli anni 90 si è passati spesso da scudetti e coppe europee sfiorati, trofei conquistati e campioni gloriosi, ad anni bui con retrocessioni e tanti cambi in panchina. Gli anni 90 sono stati per la Fiorentina tutto questo, nulla sembrava irraggiungibile, in un senso o nell’altro. Montagne russe permanenti terminate poi con il tracollo economico figlio di una gestione troppo scellerata.

(Per onor di cronaca ricordiamo che Lazio e Roma erano messi economicamente peggio della Fiorentina ma non furono fatte fallire, potenze e santi in paradiso diversi)

La gestione Della Valle invece è meno passionale per tantissimi punti di vista, senza fare un torto a nessuno e senza che nessuno si offenda ma oggi la Fiorentina è meno di Firenze come quando c’era Vittorio Cecchi Gori in presidenza. C’è un distacco e questo lo sanno anche i Della Valle in persona, ragion per cui adesso si stanno muovendo in direzione Giancarlo Antognoni come prossimo vicepresidente della Fiorentina. Al contrario però i Della Valle alla Fiorentina hanno portato equilibrio, mai nella sua storia la squadra viola aveva vissuto cosi tanti anni sempre nelle competizioni europee e sempre tra le prime cinque in serie A. Mancano i trofei ma, soprattutto negli ultimi anni, questi non sono arrivati davvero per un soffio. Dalla finale di Coppa Italia contro il Napoli, partita falsata da una sceneggiata tutta napoletana, alla semifinale dominata di Coppa Uefa persa in casa ai rigori in casa nell’era Prandelli. I Della Valle non fanno mai un passo più lungo della gamba, tutto è sempre stato ponderato e calcolato, a volte anche troppo come nello scorso anno dove a gennaio non sono stati fatti gli sforzi necessari per continuare a coltivare un sogno. La Fiorentina a gennaio era prima in classifica, un mese dopo era quinta. Il grande pregio della famiglia Della Valle è l’equilibrio e la costanza. Il salto di qualità? la famiglia l’ha previsto ma solo quando ci sarà il nuovo stadio con annessa cittadella commerciale, tutto targato ACF. Solo quello potra essere il vero punto di svolta della storia della Fiorentina, sceicchi a parte…

 

Flavio Ognissanti

 

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