Firenze non ride più. Il popolo viola oggi per la prima volta ha riempito di fischi la propria squadra dopo il pareggio contro l’Atalanta, uno 0-0 che vale come una sconfitta per l’ambiente viola. Fino ad ora era stato un avvio di stagione deludente in cui però non sono mancate le soddisfazioni come la vittoria in casa contro la Roma e nemmeno gli alibi, i due alibi più gettonati sono stati il calendario non proprio in discesa e una preparazione atletica fatta per essere brillanti più avanti. Dopo la sosta, si diceva, si inizierà a vedere la Fiorentina che conosciamo.

Così si diceva.
Ma così non è stato.
Anzi.

Forse la squadra di Sousa è riuscita a fare addirittura peggio, contro il Torino nonostante la sconfitta la viola aveva messo davanti al portiere più di una volta Kalinic che poi aveva sprecato malamente, oggi invece nemmeno quello, qualche lampo in avanti frutto di incursioni personali ma nulla di più.

La bella notizia arriva dalla difesa. Oggi si è ammirato un Astori in condizioni stratosferiche. Complimenti a Daniele Pradè per questa operazione di mercato fatta con pochi spiccioli.

La Fiorentina non ha gioco, Sousa è confuso e spesso sbaglia mosse tecniche e tattiche. Come quella di continuare con questo modulo che dallo scorso anno non va più, come quello di continuare a schierare Borja Valero in avanti, come quella di schierare un centrocampo solo muscoli e zero tecnica e geometrie (Vecino con la sua dinamicità sarebbe un bel passo avanti come visto negli ultimi 20 minuti). Insomma, l’allenatore portoghese ne sta indovinando davvero poche.

E meno male che Corvino, pur con zero budget, ha dato alternative vere, se no sarebbe stata catastrofe totale.

E no, sarebbe da stupidi parlare anche di mercato e dare colpa a quest’ultimo. Lo abbiamo fatto nel momento giusto prendendo anche tante critiche, un mercato che ha completato la Fiorentina ma che non l’ha migliorata nei suoi interpreti. Ottimi Salcedo e Sanchez, bene Cristoforo. Ma adesso il mercato non c’entra più.

C’entra un allenatore che non sta cambiando nulla nonostante anche i ciechi si stiano accorgendo che la Fiorentina così come viene messa in campo non va.

Il più grande insegnamento per Paulo Sousa arriva dal suo predecessore Vincenzo Montella, al Milan, anche lui con un mercato praticamente nullo ha costruito una squadra tosta, compatta e vincente. E non è la solita squadra di Montella. L’aereoplanino a Firenze ci aveva abituato a gioco, spettacolo, gol e palleggio. Praticamente Fiorentina bella come non mai nella sua storia per bellezza del gioco. Ma Vincenzo a Milano sponda rossonera ha messo da parte i suoi moduli e il suo stile di gioco per far rendere meglio la sua squadra. Sapeva che con il suo gioco classico il Milan sarebbe solo andato incontro a brutte figure e non lo ha fatto, ha costruito un Milan diverso, lo ha adattato alla caretteristiche e alle esigenze della rosa, adesso è secondo in classifica.

Infondo il bravo allenatore è proprio questo. Far rendere al massimo la propria squadra.

E Sousa questo non lo sta facendo, non dite che questa squadra vale poco perché non è così. Singolarmente c’è poco da invidiare alle altre, ma la squadra ha bisogno di un nuovo assetto tattico, un nuovo gioco, un nuovo schema. Ma Sousa non molla il suo maledetto modulo che ormai non funziona più. Vedere per credere.

La Fiesole e tutto il popolo viola fischia e fa bene. È finito il tempo degli isterismi e degli insulti. Non è un problema di singoli, una modo chiaro, preciso e civile di far capire che bisogna cambiare passo, un segnale per tutti, nessuno escluso. Dallo spogliatoio la reazione dei tifosi viola ha raccolto consensi tra i giocatori, nessuno è contento del momento attuale, e il mondo viola ha scelto la maniera migliore per farlo notare. Sottolineando sempre una cosa, questa tifoseria sarà sempre al fianco della squadra.
Flavio Ognissanti

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