Cinque motivi per battere la Juve. E sei giorni per crederci davvero

Sei giorni e sarà prima di campionato. Contro la Juventus. Allo Stadium. Non una passeggiata di salute, diciamoci la verità. E’ già da un pezzo che a Firenze e dintorni rimbalza una domanda: “Come li battiamo?”, accompagnata da una risposta laconica: “Chissà quante ne prendiamo”. Il divario esiste, inutile negarlo. I giochi di parole e le dichiarazioni di facciata non ti fanno vincere sul campo. I bianconeri hanno fatto una campagna acquisti stratosferica e sono di gran lunga il club con più qualità tecnica in Italia. Lo Stadium è una roccaforte. E la Fiorentina si è riempita di giovani promesse: “potenzialità” è stata la parola d’ordine di questa estate corviniana.

Ma allora perché qualcuno pensa che la Viola possa fare risultato a Torino? Perché i margini ci sono. Proviamo ad analizzarli punto per punto:

  1. Anche se non è stato ancora comprato un titolare che sia uno, il blocco è quello dell’anno scorso e questo fa tutta la differenza del mondo. E’ uno zoccolo duro che ha qualità tecniche ed orgoglio, che ha mandato ormai a memoria la lezione di Sousa e che si conosce alla perfezione.
  2. Dall’altra parte? Ci sono tanti nuovi innesti di grande qualità, ma pur sempre meno affiatati dei viola. C’è un Higuain appesantito. Una difesa a 4 che ha preso gol in tutte le amichevoli stagionali.
  3. Aspettare e ripartire? No, non è nelle corde di Sousa e se provi a piazzare l’autobus davanti alla difesa tanto prima o poi lo prendi. Aggredire alti, allora, andando ad incrinare l’impostazione iniziale così cara a Conte prima e ad Allegri poi, che scricchiola innegabilmente con il nuovo approccio tattico. E poi cinismo, tonnellate di cinismo sotto porta, per sfruttare ogni occasione.
  4. Sarà fondamentale anche il gioco sugli esterni: Alex Sandro e Dani Alves sanno far male quando si riversano in avanti, ma non sono ineccepibili in fase difensiva.
  5. E poi c’è Pjanic, chiamato a fare il regista davanti alla difesa: un test, per lui, che potrebbe essere maledettamente complicato dalla presenza a turno della punta e del trequartista viola nella sua zona di competenza. Coraggio ed organizzazione: solo così i ragazzi di Sousa possono uscirne indenni.

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