Borja, Ilicic e Tello. La piccola crisi della Fiorentina passa anche da loro

Tutti i motivi del rendimento dei tre giocatori viola

L’appello è soprattutto per tre. E forse, anche in queste ore, con il patron Della Valle vicino a squadra e allenatore, il loro rendimento e il loro riscatto, sarà argomento di discussione. E di riflessione. I tre moschiettieri che la Fiorentina sta aspettando con ansia sono (in ordine alfatetico e non di responsabilità) Borja Valero, Ilicic e Tello.

L’appunto sulla responsabilità, del resto, non è causale, visto che tutti e tre, per ragioni diverse, hanno accusato un calo di rendimento che ha avuto forti e ingombranti conseguenze sulla stagione della squadra viola.
Toccherà a Sousa, e questo lo si è capito, rigenerare (soprattutto a livello psicologico) i giocatori in questione. A Sousa, ma anche a Della Valle, che in passato, più volte, si è rivelato un ottimo motivatore, al momento di affiancare gruppo e spogliatoio nelle fase più delicate.

Borja Valero. Per impengo e per il suo esserci ’sempre e comunque’, lo spagnolo potrebbe comunque aver archiviato la sua prima parte di stagione con un voto sufficiente. Il problema però è un altro. Borja, in questo periodo, è apparso meno lucido, meno ’ragionatore’, meno… cervello di una Fiorentina che, al contrario, è legata a doppio filo alle sue idee. Forse, piccola attenuante, si è trovato spesso anche a non giocare nella posizione preferita, ed è proprio qui – ovvero rimettendolo al centro del gioco viola (fra la mediana e il reparto d’attacco) – che Sousa dovrà andare per for tornare Borja al centro del suo progetto tattico.

Cristian Tello. L’involuzione rispetto alla scorsa stagione è evidente. Problema tattico o altro? Tenuto conto delle motivazioni con cui l’estete scorsa, l’esterno ha fatto di tutto per poter essere ’ripreso’ e quindi tornare a indossare la maglia viola, dovrebbero servire per cancellare ogni perplessità di carattere psicologico.
Dunque, il problema-Tello è legato al rendimento dello spagnolo che non è ancora diventato padrone dalla corsia esterna da cui, fra l’altro, Sousa si aspetta di veder nascere la maggior parte del gioco offensivo viola. L’ex Barcellona, al momento, sembra troppo prevedibile nelle sue incursioni, ma la lacuna da correggere il prima possibile è quel ’non saltare l’uomo’ che poi, in termini di statistica, nei 90 minuti vede la manovra della Fiorentina evaporare al momento di farsi pericolosa.

Josip Ilicic. Le partite buone, per lo sloveno, sono state due, forse tre. Per il resto buio assoluto. Eppure l’attaccante oltre a essere stato uno dei punti di riferimento (indiscutibili) della prima Fiorentina marcata Sousa, è quasi sempre stato un elemento decisivo nella soluzione (positiva) di una partita o nel rendere il gioco dei viola un gioco di prima categoria. Niente. Quest’anno Ilicic non va. Lascia Kalinic troppe volte solo, non è preciso al momento di finalizzare e dal dischetto… beh, i rigori erano una sua specialità, ma evidentemente anche questo «vizio» non gli appartiene più. Sousa sta puntando con decisione alla rinascita di Ilicic. Lo punzecchia parlando dei sui possibili sostituti, gli ricorda che il calo di Kalinic è da ricollegare al suo rendimento insufficiente. Ora serve una risposta. Immediata.

 

Riccardo Galli – La Nazione

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