Batistuta cittadino onorario? Eppure il Movimento Cinque Stelle si è opposto, il motivo…

Non tutti al comune di Firenze sono stati d'accordo nell'omaggiare la bandiera della Fiorentina...

“Il movimento 5 stelle, pur riconoscendo la straordinaria bravura a livello calcistico di Gabriel Batistuta, ha deciso di astenersi nel dargli la cittadinanza onoraria. Troviamo assurdo che questa Amministrazione abbia scelto, il 19 luglio, di votare contro la Cittadinanza onoraria al Pm Antonino Di Matteo, figura di alto spessore, per poi darla ad un giocatore del calcio; senza nulla togliere a Gabriel Batistuta. L’astensione nasce, quindi, perché volevamo conferirla ad entrambi”.

Amato (Alternativa Libera): “Bisogna ringraziarlo per le infinite emozioni e, ancora di più, per il comportamento leale e corretto” L’intervento della consigliera Miriam Amato (Alternativa Libera) in occasione della cittadinanza a Gabriel Omar Batistuta “Guerriero mai domo, duro nella lotta, leale nell’animo”, firmato Curva Fiesole. Così recitava la scritta sulla statua dedicata a Gabriel Omar Batistuta. Poche frasi, centrate, perfette per celebrare uno dei più grandi campioni della storia viola. Era un’opera voluta dal Collettivo, consegnata nei minuti precedenti ad un Fiorentina-Lazio del 5 novembre 1995 la centesima in serie A di Bati con la doppietta che permise ai viola di Ranieri di battere i biancocelesti di Zeman. L’immagine è suggestiva, Bati-gol accanto alla bandierina nell’intento di esultare. Il “Re Leone”, autentico mattatore, trascinatore indiscusso, della Fiorentina di Cecchi Gori.

Queste poche frasi sintetizzano l’amore e la stima che i tifosi viola esprimono al Bati. Da parte mia non posso che unirmi al coro e ringraziarlo. Ringrazio per le infinite emozioni, oltre che per i successi che ci ha saputo regalare, e ancora di più per il comportamento leale e corretto che lo ha reso un esempio anche per i più piccoli. La lealtà dettata dalla sua capacità di dominare il gioco è creare spettacolo, uno spettacolo che è insito nella mente di chi lo ha visto giocare. Sono molte le persone che mi hanno chiesto di portarle un saluto, darti del lei è difficile, troppe volte ho urlato il tuo nome con l’animo sportivo.

Ci sono coloro che non amano il calcio e coloro che vivono 90 minuti di pura adrenalina, gioendo e sudando in empatia con la squadra, ecco io appartengo a quest’ultima categoria, ma sono pronta a ripudiare lo sport che diventa violento, che identifica l’avversario come nemico, che lascia feriti sul campo e fuori dagli stadi, con rissosi ultras pronti a danneggiarle città che li ospitano.

Questa visione di calcio malsano è l’opposto di ciò che col tuo comportamento hai trasmesso anche alle nuove generazioni. In sala c’è il mio bambino, lui non ha avuto la fortuna di vederti giocare ma in questi giorni ha vissuto con emozione l’attesa di conoscerti e sarò al suo fianco per chiederti una foto ricordo, perché sei stato una colonna per la Fiorentina ma soprattutto hai insegnato che un campione lo si è dentro e fuori dallo stadio con il tuo comportamento corretto e leale.

Non ho molto da aggiungere, a parte che sono molte le persone che per svariati motivi non sono qui e che spero di poter rappresentare portandoti il loro affetto e la loro gratitudine, oltre che la stima. Concludo citando uno dei tuoi goal che hanno fatto esplodere il Franchi. E’ il 1997. Batistuta fa un gol da 35 metri su punizione alla Juventus, giusto per dirne uno. Ma il momento che porto nel cuore è quello in cui il tuo lato da campione e la tua professionalità ti hanno portato al goal contro la Fiorentina mentre indossavi la maglia della Roma, le tue lacrime ti hanno reso infinitamente umano, vicino, ed oggi a distanza di anni ti ringrazio per quelle lacrime che confermano in modo indiscutibile come il tuo cuore appartenga a Firenze.
Gonews.it

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