Sfido chiunque, dopo la prima mezz’ora, a dire che la Fiorentina non ne avrebbe presi almeno 4. Un primo tempo da incubo, 30 minuti infernali passati a sperare che l’Udinese non ci trafiggesse con le incursioni prepotenti di Zapata o che Gonzalo e Tomovic non combinassero una papera delle loro. Poi un bagliore, nel buio, un fulmine che di tacco è riuscito a trafiggere l’estremo difensore bianconero su cross di uno spentissimo Tello. La Fiorentina però torna molle e Danilo la rispedisce nel baratro.

De Maio parte per la prima volta titolare e dei tre dietro risulta di gran lunga il migliore. Almeno, ha la scusante di avere dalla sua una bestia come Duvan Zapata.

Tata risulta addirittura uno dei migliori dei viola, e quando succede questo, vuol dire che la squadra non è girata per niente. Miracolose sono state infatti due sue parate nei primi 45′.

Quello che è apparso maggiormente in crescita nel secondo tempo (anche se ci voleva poco, onestamente) è stato Bernardeschi, che dopo il rigore è parso più attivo riuscendo a trovare anche alcune belle giocate.

La delusione più grande, invece, porta il nome di Borja Valero, sempre statico e mai decisivo nei passaggi. La testa bassa durante il cambio, vale più di mille parole.

Come già detto, Babacar sembra rinato, un giocatore completamente nuovo, diverso da quello visto lo scorso anno. Un gol (meraviglioso) e un rigore guadagnato. Una partita da incorniciare per il giovane 93′.

La Fiorentina è lenta e gioca spesso male. La voglia di non vincere sembra a volte prevalere su quella affamata di vittorie, le gambe sono pese e la testa viaggia pianissimo. Il lato positivo è che non c’è stata una sconfitta e che la classifica si smuove nuovamente. Questo, almeno, è l’unico punto che sono riuscito a trovare..

 

Matteo Fabiani

 

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